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Alagna e Carcoforo premiati con 1,5 milioni per il turismo

I contributi, ottenuti grazie al bando regionale, permetteranno di potenziare i servizi sul territorio.

alagna e carcoforo

Alagna e Carcoforo: ottenuti dei fondi importanti per potenziare i servizi sul territorio.

Alagna e Carcoforo, i contributi

Una boccata di ossigeno con i contributi ottenuti grazie al bando regionale per le borgate alpine della Valsesia. Alagna e Carcoforo hanno portato a casa centinaia di migliaia di euro che serviranno per il potenziamento dei servizi sul territorio. In totale arriveranno quasi 1,5 milioni di euro da investire in due borghi alpini per un totale di quattro progetti.

Alagna

In testa alla graduatoria del bando regionale sulle borgate alpine c’è Alagna, il centro ai piedi del Monte Rosa ha portato a casa 720mila euro che saranno investiti per il potenziamento del polo turistico dedicato ai walser.
Un primo intervento prevede la riqualificazione del selciato e dell’illuminazione nelle frazioni Ronco e Pedemonte: si procederà a interrare i cavi di illuminazione con nuovi lampioni studiati per una maggiore valorizzazione serale. Un’altra parte del contributo servirà alla ristrutturazione di Casa Daverio, di proprietà dell’Unione Alagnese, la struttura si trova in località Pedemonte ed è chiusa. L’obiettivo è di predisporre due sale multimediali per un’accoglienza divulgativa incentrata sulla storia dei walser.

Carcoforo

Al secondo posto, tra i 18 centri ammessi ai finanziamenti, c’è Carcoforo che si è aggiudicato la stessa cifra: 720 mila euro, a cui dovrà aggiungere il 10% dell’importo totale e cioè 80 mila euro. In questo caso quasi la metà del contributo verrà impiegata per l’urbanizzazione con l’interramento delle linee e la riqualificazione delle luci e della pavimentazione in gran parte del paese. L’altra parte del contributo, vale a dire circa 360mila euro, sarà investito sulla cultura e il turismo. Infatti grazie al coinvolgimento di un antropologo Carcoforo intende andare a recuperare l’edificio più antico, la torba in fondo alla Villa, che presenta ancora l’intercapedine destinata a preservare dall’umidità del terreno i locali per l’essicazione e la conservazione delle risorse agricole.
La struttura è utilizzata come fienile, ma l’obiettivo è di allestire all’interno laboratori che possano servire a mantenere viva la tradizione.

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