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Allarme del Pd: «Per la Regione il treno Novara-Varallo non è in agenda»

«Non risulta esserci nessuna richiesta alle Ferrovie. E neanche soldi».

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Allarme del Pd: «Per la Regione il treno Novara-Varallo non è in agenda». Secondo due consiglieri non risulta esserci nessuna richiesta alle Ferrovie. E neanche soldi.

Allarme del Pd: «Per la Regione il treno Novara-Varallo non è in agenda»

Nè soldi a bilancio, né richieste specifiche a Rete Ferroviaria Italiana. Secondo il gruppo regionale del Partito democratico, la riapertura della tratta Novara-Varallo non è minimamente nei pensieri e nei programmi della Regione Piemonte.

L’allarme arriva da Domenico Rossi e Simona Paonessa a margine della riunione della commissione in consiglio regionale dedicata al tema dei trasporti, con l’audizione dei tecnici di Trenitalia e Rfi.
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“Nessuna richiesta a Rfi per la linea”

«Ci sono brutte notizie sul fronte delle linee sospese che toccano le province di Vercelli e Novara – affermano i due -. I tecnici di Rfi hanno ribadito che la tratta Novara-Varallo non rientra tra le priorità della Regione. Non risulta esserci, infatti, nessuna richiesta ufficiale da parte della Regione per la riapertura e nessun fondo dedicato. La stima dei costi indicativa per riaprire la linea dovrebbe essere di circa 50 milioni e quasi quattro anni di lavoro» dichiarano Rossi e Paonessa.

«Siamo di fronte ad una scelta politica chiara – sottolineano – che potrebbe isolare interi territori: un’occasione persa per rilanciare attrarre nuovi residenti, turisti e favorire una mobilità diversa che quella su gomma».

Messa male anche la Santhià-Arona

«Anche sulla linea Santhià-Arona continua la politica dei rinvii – dicono Rossi e Paonessa -. Lo studio di fattibilità, con relativa analisi costi-benefici sulla riattivazione dei servizi, che doveva essere ultimato entro il 2025 per poi slittare a giugno 2026 risulterebbe, ora, ulteriormente ritardato a fine anno».

«I piemontesi meritano chiarezza: ricollegare Santhià e Arona avrebbe una significativa ricaduta sulla qualità della vita dei pendolari e permetterebbe non solo treni diretti da Torino a Domodossola, ma anche collegamenti ferroviari tra Torino e la Svizzera senza necessità di cambio a Milano favorendo notevolmente il turismo in regione e i territori» concludono i rappresentanti Dem.

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