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Bovini scozzesi beneficio per la val Vogna | LA LETTERA

«La loro azione contribuisce a migliorare la qualità della risorsa foraggera, garantendo la fruibilità del territorio e mantenendo habitat aperti idonei alla fauna selvatica».

bovini scozzesi

Bovini scozzesi: gli animali di razza Highland al centro del dibattito. Riceviamo e pubblichiamo una replica alla lettera di Marco Fanchini, dove si contestava l’introduzione di vacche scozzesi in val Vogna, parlando di danni all’ecosistema locale. Ne parla Giovanni Reggiani.

Bovini scozzesi

«La Società Agricola Montana srl, nella persona del suo legale rappresentante, presa visione della lettera firmata dal signor Fanchini e pubblicata da Notizia Oggi il 22 luglio, esprime tutto il suo disappunto per la non veridicità degli argomenti ivi contenuti, oltre che grande sconcerto e rammarico per le espressioni diffamatorie utilizzate. In primo luogo mi chiedo quale sia l’allevamento del signor Fanchini, che si definisce allevatore… ma all’Alpe Buzzo inferiore non ho mai incontrato né capre, né pecore, tanto meno vacche bruno alpine. In secondo luogo preme precisare come la Società Agricola Montana srl dall’anno 2009 montichi, con i propri bovini di razza Highland, esclusivamente alpeggi di proprietà. Alpe Maccagno, Alpe Camino, Alpe Pioda, Alpe la Rossa, Alpe Tillio, Alpe Indentro, Alpe Casera e Alpe Utoch, appartengono all’azienda. La nostra azienda da dieci anni alleva bovini di pura razza Highland, tutti rigorosamente iscritti al registro Genealogico Nazionale Italiano».

Animali italiani

«Tutti i nostri capi, a parte qualche fattrice ed il nostro toro da monta (rigorosamente scozzesi), sono animali italiani, con marche auricolari IT che ne determinano la nazionalità. Il carico d’alpeggio nel vallone del Maccagno è di 90 capi, di cui 60 adulti e 30 vitelli. Non 150! Tutti di nostra proprietà. Il carico d’alpeggio è il numero esatto di capi che possono sostare sul pascolo, è un dato regolamentato dalla Regione Piemonte ed è espresso in UBA. È calcolato considerando i seguenti parametri: numero di animali; superficie del pascolo espressa in ettari; giorni di pascolamento. Il dato che si ottiene è un coefficiente espresso, come già detto, in UBA (Unità Bovine Adulte) e per essere corretto deve rientrare in un determinato range di valori. Valori che vengono imposti dalla Regione Piemonte e che non si inventano! La nostra azienda, oltre al sottoscritto, ha quattro dipendenti con contratto a tempo indeterminato, che svolgono la funzione di sorveglianza e che governano regolarmente gli animali. Per una informazione corretta del lettore è fondamentale dare alcuni ragguagli sui bovini Highland».

La razza

«La razza Highland, seppure oggi ancora poco diffusa sulle Alpi Occidentali, è vera protagonista dei pascoli alpini, ove le condizioni climatico-ambientali sono molto simili alla parte settentrionale della Scozia. In Svizzera è allevata da più di 50 anni e si contano circa 33.000 animali, in Austria sono più di 45.000 e vengono utilizzate per il miglioramento dei pascoli alpini, contro il dissesto geologico ed in alcuni casi, come nella famosa stazione sciistica di Lech nel Vorarlberg, l’attività di pascolo da loro svolta in estate è considerata preventiva rispetto ai fenomeni delle valanghe invernali. Per le loro speciali caratteristiche alimentari sono considerate ottime brucatrici, ovvero si nutrono non soltanto di erba ma anche di diversi arbusti che tendono a invadere e chiudere i pascoli aperti.
La loro azione contribuisce a migliorare la qualità della risorsa foraggera, garantendo la fruibilità del territorio e mantenendo habitat aperti idonei alla fauna selvatica. Nello specifico adorano nutrirsi di ontano nano, da noi allevatori Valsesiani chiamato semplicemente “al Dros”, vera spina nel fianco per tutti noi».

All’università

«Il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino sta conducendo una ricerca nei nostri pascoli in Val Vogna nell’ambito del progetto di durata triennale AGER – iGral, che coinvolge diversi siti piemontesi. I ricercatori stanno studiando l’impiego della razza Highland nel recupero e miglioramento dei pascoli alpini per ostacolare i processi di colonizzazione arbustiva. Tutto il contrario rispetto alle affermazioni infondate del Sig. Fanchini su una possibile “desertificazione della montagna” o “dove arrivano loro non cresce più nulla”. Proprio per questo importante progetto di ricerca, la nostra azienda ha deciso di dotare di un rilevatore di posizione ogni animale adulto. Questo nuovissimo sistema svizzero (Alptracker, siamo orgogliosamente tra i primi in Italia ad utilizzarlo) garantisce l’immediata localizzazione dei bovini, la registrazione dei loro spostamenti nelle diverse zone di pascolo ed inoltre segnala il possibile stato di stress dell’animale, dovuto a diverse situazioni, come l’attacco del lupo, ormai presenza fissa in alta Valsesia. Questo sistema, garantisco al signor Fanchini, lo sappiamo usare bene, sia noi sia i ricercatori dell’Università di Torino, che regolarmente si recano negli alpeggi di nostra proprietà per raccogliere i dati».

Le caratteristiche

«Le Highland sono animali docili, pelosi, molto sensibili, intelligenti e curiosi, assolutamente non aggressivi. Tutte hanno un nome che le distingue e non sono “povere creature”, non sono “bestie”, non “rubano pascoli” e noi, proprio perché non siamo “inconsapevoli”, ci difenderemo nelle opportune sedi per questa lettera diffamatoria, falsa, che offende la nostra azienda, il nostro lavoro, i nostri dipendenti, i nostri animali e la mia famiglia. Se ne faccia pure una ragione il signor Fanchini, le Highland pelose in Valle Vogna le vedrà ancora per anni e anni… moltissimi… glielo assicuro io. Poi un consiglio, essendo animali non conoscono l’ipocrisia… Il signor Fanchini potrà anche parlar loro in gaelico, loro storica lingua madre… Loro lo guarderanno, non con “gli occhi spiritati”, né “in cagnesco” (espressione molto curiosa per una mucca)… semplicemente non lo degneranno di nota. Viva la Valle Vogna, viva le Highland scozzesi».

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