Attualità
Il caldo non molla il Piemonte: prorogati i divieti per chi lavora al sole
La Regione estende le misure fino a domenica 6 settembre. Temperature nuovamente sopra i 30 gradi e picchi ancora più elevati in pianura.
La Regione Piemonte ha prorogato fino a domenica 6 settembre l’ordinanza che limita il lavoro nelle ore più calde della giornata per le categorie maggiormente esposte alle alte temperature. Il provvedimento, che sarebbe scaduto il 31 agosto, è stato quindi esteso a causa della nuova ondata di calore prevista in questi giorni.
Le restrizioni riguardano le attività svolte all’aperto con esposizione diretta al sole durante le fasce orarie considerate più rischiose. Tra i settori interessati figurano agricoltura, cave e logistica, comprese le persone impegnate nelle consegne sia nei centri urbani sia nel resto del territorio piemontese.
Temperature di nuovo in aumento
La decisione arriva mentre l’anticiclone torna a rafforzarsi sulla regione. Dopo la conclusione dell’estate meteorologica, settembre si apre infatti con condizioni ancora pienamente estive: nelle zone di pianura le massime supereranno diffusamente i 30 gradi, raggiungendo valori particolarmente elevati soprattutto verso il fine settimana.
Per la giornata di oggi, giovedì 3 settembre, Arpa Piemonte indica addirittura una situazione da bollino arancione per il disagio bioclimatico in alcune province, con temperature massime fino a 34 gradi e minime attorno ai 19-20. Venerdì 4 settembre il caldo aumenterà ulteriormente e a Torino sono attesi picchi fino a 35 gradi, con valori notturni intorno ai 21. Bollino rosso ad Asti e Alessandria.
Un’estate che continua a settembre
Il nuovo rialzo delle temperature rappresenta la quinta ondata di calore della stagione. Rispetto alle precedenti, le notti offriranno però un maggiore sollievo grazie a un’escursione termica più accentuata. Le condizioni più calde proseguiranno anche sabato 5 e domenica 6 settembre.
La proroga conferma un 2026 particolarmente impegnativo sul fronte delle temperature. Quest’anno l’ordinanza regionale era entrata in vigore già alla fine di maggio, con largo anticipo rispetto al 2025, quando le misure straordinarie contro l’afa erano state adottate soltanto all’inizio di luglio.
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