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Capannoni militari a Roasio, sarà eliminato l’eternit su 61mila metri quadrati di tetto

La vocazione del sito è quella di divenire un’oasi naturalistica finalizzata alla conservazione delle biodiversità

Via l’eternit dai capannoni militari nella Baraggia tra Roasio e Brusnengo, ma soprattutto si inizia a parlare di dare una nuova vita a questo enorme patrimonio dismesso da anni. Il demanio ha annunciato che a partire dal nuovo anno inizieranno i lavori di bonifica, come primo passo si tratta di togliere l’amianto dalle coperture degli edifici, è un intervento già finanziato e in programma. L’area inoltre necessita di urgenti lavori di contenimento delle specie arboree. In totale si tratta di una superficie pari a 1.031.000 metri quadrati, sette invece i capannoni per un totale di 61.000 metri quadrati. Fino a qualche decennio fa era un comprensorio con capannoni, alloggi e area di addestramento per i militari, ora è soltanto un problema per i Comuni e gli abitanti. Dentro i vandali hanno distrutto tutto e in un paio di occasioni sono stati organizzati anche rave party abusivi con migliaia di persone giunte da tutta Europa.

Demanio e Comune di Roasio hanno iniziato a parlare anche di un futuro dell’area: la vocazione del sito è divenire una oasi naturalistica finalizzata alla conservazione delle biodiversità e al miglioramento amibientale globale con la creazione di habitat specifici per specie animali protetti, ma si pensa anche all’inserimento di un parco tematico ambientale e la realizzazione di un polo educativo su ambiente e sostenibilità. Il protocollo di intesa vede Comune di Roasio e Comune di Brusnengo, ma anche Regione, ente parchi Ticino e lago Maggiore, WWF, Università di Torino, associazione rete dei cammini e corpo forestale dello Stato.

«Viste le continue sollecitazioni qualcosa si è mosso – spiega il sindaco di Roasio Gianmario Taraboletti -. L’idea primaria è di bonificare l’area anche per un problema di sanità e salute pubblica viste le vaste metrature di amianto presenti. I capannoni restano in una zona periferica dai centri abitati, ma nulla toglie che l’eternit possa possa provocare comunque un inquinamento. E’anche una questione di decoro visto che si trovano all’interno del parco Baraggia».

I lavori partiranno a inizio del prossimo anno, ma già si pensa a un futuro. «C’è un progetto per creare un’oasi naturalistica – riprende Taraboletti -. Ma con lo sviluppo della futura Pedemontana biellese tutte le strade sono ancora possibili, come Comune ci proponiamo anche di raccogliere idee da parte di associazioni e aziende che vogliano insediarsi nella futura area bonificata». Insomma Roasio non si accontenta di togliere l’eternit, l’obiettivo è proprio arrivare al completamento della bonifica avendo ben chiaro quale sarà il ricollocamento dell’area.

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