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Caso diga, i Comuni contrari chiedono un incontro

«È chiaro che si tratta di una scelta squisitamente politica. Il progetto non serve alle comunità locali».

Caso diga, i Comuni contrari chiedono un incontro chiarificatore.

Caso diga, i Comuni contrari chiedono un incontro

I Comuni di Coggiola, Pray e Valdilana invitano amministratori locali, provinciali e regionali a un confronto per «fare chiarezza e comprendere la vostra posizione rispetto al progetto di invaso sul torrente Sessera, alla luce delle recenti dichiarazioni del governatore Alberto Cirio nel corso dell’incontro di programmazione tenutosi a Biella il 4 marzo».

Non sarà uno spreco di soldi?

Durante l’esposizione delle priorità regionali su cui concentrare le risorse Recovery Plan, infatti, il presidente della Regione ha affermato di volere richiedere tra le opere da finanziare, anche quella della diga. Un progetto, come è noto, che ai tre Comuni promotori dell’incontro non è mai andato giù, perché lo considerano uno spreco di soldi.

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«Non è una vera necessità del territorio»

Ricordano i tre sindaci: «Il progetto presentato dal Consorzio della Baraggia è attualmente in fase di istruttoria presso gli organi competenti per la possibile concessione di proroga del decreto di Valutazione di impatto ambientale. Inoltre mancano i finanziamenti necessari. Infatti il Consorzio non è stato in grado di presentare il progetto esecutivo, tantomeno di provvedere all’apertura del cantiere».

«È evidente che non si tratta di una richiesta del territorio, ma di un intervento calato dall’alto che non tiene in considerazione le motivazioni dell’opposizione all’invaso. Motivazioni che le stesse comunità interessate hanno da sempre condiviso. Ci pare ovvio, dunque, che lo snodo fondamentale dell’intera vicenda dipenda esclusivamente da una scelta politica».

Appuntamento per sabato 10 aprile

Da qui la richiesta di un incontro chiarificatore, proposto mediante piattaforma web o in presenza al cine Giletti di Ponzone il giorno sabato 10 aprile alle 10. All’incontro saranno invitate tutte le amministrazioni locali interessate e i diversi soggetti che da sempre hanno dimostrato l’interesse per la tutela del proprio territorio.

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2 Commenti

  • John ha detto:

    In Italia, se si dovesse sempre dare retta alle minoranze che protestano, spesso senza motivo (vedi la farsa dei no-tav), in quanto ad opere pubbliche saremmo ancora fermi al 1930. Se ne facciano una ragione, il progresso non si ferma per nessuno. E’ grazie alle paure/proteste di una classe imprenditoriale biellese dalla mentalità ristretta (che per fortuna ormai si trova sotto terra) che la provincia attende da oltre 40 anni il collegamento autostradale di Biella e del biellese. Ci sarà sempre chi protesta, ma le opere vanno realizzate, pensando al futuro, alle generazioni future, ai risvolti economici, con apertura mentale e inventiva, invece che pensare a quattro sassi e due marmotte. Tutti pronti a dire no ad opere come le dighe, però sono gli stessi che poi vogliono le auto elettriche, alimentate dall’elettricità che siamo costretti a comprare all’estero perchè in Italia quattro ambientalisti sfigati non vogliono le centrali per non “rovinare il paesaggio”. Ipocrisia.

  • alessandro belviso ha detto:

    saccente arrogante che se la piglia pure coi morti e dà dell’ignorante a tutti coloro che la pensano diversamente senza mostrare il proprio nome ne i propri titoli accademici che sicuramente possiede e ne chiede la riprova dell’ interpretatio altrui o accusarne le mancanze…metodo di delegittimazione per apodittica.
    Se odia quelli che chiama “sassi” e le marmotte lo sfigato è lei poi sul dispregio delle minoranze si qualifica da solo

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