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Centralina Rassa: anche i favorevoli raccolgono firme online

Prosegue il dibattito fra sostenitori e contrari al progetto.

Centralina Rassa

Centralina Rassa: la discussione corre online. Anche i sostenitori del progetto hanno aperto una petizione sul web per raccogliere firme.

Centralina Rassa, i favorevoli

Il progetto di costruzione di una centralina idroelettrica a Rassa si dibatte anche con le raccolte firme online. Qualche settimana fa il comitato di difesa del Sesia e dei suo affluenti, contrario all’intervento voluto dal Comune, aveva avviato una raccolta firme, da qualche giorno è online anche la petizione “Salviamo la comunità alpina di Rassa” che invece sostiene l’intervento.

«Al servizio della collettività»

«La comunità di Rassa ha in animo la realizzazione di un mini impianto idroelettrico pubblico a servizio della collettività. Interessi personali di parte supportati da associazioni ambientaliste animate da una cieca tutela ambientale, sacrificano il sostentamento e l’erogazione dei servizi essenziali di una fragile comunità alpina. Gli introiti andranno a supportare i servizi alla popolazione anziana, alla viabilità, all’acquedotto comunale e a tutte le strutture vitali per la nostra comunità – si legge nella presentazione -. L’opera consiste nella realizzazione di impianto idroelettrico potenza 750 kW, con condotta posta interamente su strada carrabile, prelievo massimo del 25 per cento della portata idraulica del torrente Sorba interamente rilasciata a monte dell’abitato, lunghezza condotta 1200 metri pari a 1 per cento delle aste torrentizie. Consumo suolo 0 per cento. L’opera è stata definita strategica dalla Regione Piemonte per le ricadute socioeconomiche alla popolazione». E poi si aggiunge: «Impianto di utilità sociale con introito economico utilizzato per mantenere i servizi pubblici – 100% ricadute sociali».

La replica

Il comitato difesa del Sesia e dei suo affluenti però solleva alcune osservazioni come sottolinea Frederic Gilardone: «Teniamo a sottolineare che tale petizione è fuorviante. Chi non vorrebbe “salvare” un paesino della nostra Valsesia? Sarebbe stato molto più onesto intitolare la petizione “per la costruzione di un’opera idroelettrica sul torrente Sorba”». E poi aggiunge: «Cosa c’è da “salvare” in un paese che da secoli è vissuto senza centrale idroelettrica, e che da qualche anno gode di uno dei più elevati flussi turistici in tutta la Valsesia ? Forse la Giunta attuale non è capace di tenere i conti come lo hanno fatto le giunte precedenti?» E infine attacca: «La petizione menziona “introiti che andranno a supportare i servizi alla popolazione anziana, la viabilità, l’acquedotto comunale e tutte le strutture vitali per la nostra comunità.” La causa in corso presso il Tribunale delle Acque denuncia proprio l’impossibilità di ottenere benefici dato che i costi rimangono quasi invariati in confronto al progetto iniziale che era su una potenza media installata più che doppia (550Kw vs 226 Kw). Infine, la foto che accompagna la petizione riprende lo stesso posto della “nostra” foto, con angolazione diversa… ottima idea per ingannare chi è stato chiamato, da oltre un mese, a firmare “la petizione su Rassa”».

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Un Commento

  • alessandro belviso ha detto:

    il solito blaterare di utilità alla popolazione sinfonia nota per tutte le infrastrutture il cui utile è quello di borsa.
    progetto e v.i.a. qualcuno li avrà visti, commenti ed analisi su di loro? o è un tifo da stadio? decenni fa esistevano mini centraline elttriche alimentate da corsi d’acqua poi enel che è lo stato it ne ha impedito il proseguio per avere il monopolio produzione elettrica, adesso la questione torna di moda ma suppongo gl’interessi siano da ricercarsi in motivi + materiali del benessere dei residenti anziani bisognosi e sofferenti (sic) per quelli esistono strutture e fondi già in essere poi se non vengono gestiti la colpa è dei politici e di chi li vota, oltre il fatto che stravolgimenti ambientali e paesaggistici in luoghi ameni non devono essere lasciati a decisioni di ditte o amministrazioni, non si fanno e basta.

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