Attualità Novarese -

Da elettricista a diacono: prima messa a Sizzano

Denis Paglino ha affiancato don Italo Zoppis nella celebrazione.

Da elettricista a diacono

Da elettricista a diacono: Denis Paglino ha celebrato la sua prima messa a Sizzano, accanto al parroco don Italo Zoppis.

Da elettricista a diacono, il percorso di don Denis

Una celebrazione importante per Sizzano: Denis Paglino, di 35 anni, sabato 10 ottobre è stato ordinato diacono dal vescovo di Novara, Monsignor Franco Giulio Brambilla insieme a Luca Longo, giovane di 28 anni di Crodo. La cerimonia si è tenuta nella cattedrale di Santa Maria Assunta a Novara. Don Denis durante la messa di domenica ha prestato servizio per la prima volta come diacono nella chiesa di San Vittore a Sizzano, in aiuto a don Italo Zoppis, parroco del paese.

Il cammino

«Sono entrato in seminario nel 2014 a 29 anni – racconta il giovane -. Dopo le superiori ho lavorato dieci anni come elettricista. Grazie a un gruppo di preghiera, intorno ai 24 anni, ho potuto riavvicinarmi alla fede e questo mi ha permesso di iniziare un cammino di ricerca vocazionale, finché ho iniziato il percorso per diventare sacerdote diocesano. In questo ultimo anno conseguirò il baccalaureato in sacra teologia con una tesi sulla Misericordia a partire dalla Beata Madre Speranza, santificata da papa Francesco nel 2014. Riguardo all’ordinazione, il diaconato è il tempo di formazione precedente all’ordinazione sacerdotale che si celebrerà, a Dio piacendo, a giugno nella Cattedrale di Novara. Durante gli anni di discernimento ho avuto un riavvicinamento alla parrocchia, all’oratorio, ai giovani e questo mi ha portato alla scelta di diventare sacerdote, sull’esempio del mio parroco e di altri sacerdoti che ho avuto la fortuna di incontrare. Questi esempi – prosegue Denis – mi hanno fatto innamorare della vita sacerdotale, sentendo forte la chiamata ad intraprendere questa strada. Come succede a tanti ragazzi anche oggi, dopo la cresima, ci si allontana dalla Chiesa. Anche per me è stato così, ma grazie ad alcune persone che mi hanno saputo coinvolgere invitandomi ad alcuni incontri di preghiera, mi sono riavvicinato alla fede».

Il ruolo

I compiti da diacono per il giovane sizzanese sono di affiancare il sacerdote nella liturgia, nelle varie attività della parrocchia e in particolare nell’accompagnare i giovani in oratorio. «Il mio diaconato è transitorio – precisa Paglino -, diverso da quello permanente che può svolgere anche un uomo sposato, o di chi decide di esercitare il diaconato rimanendo celibe. In entrambi i casi il diacono può amministrare battesimi, funerali e benedire le nozze senza poter però celebrare la messa, che è appannaggio del sacerdote. La mia famiglia – conclude il giovane – è contenta della mia scelta e mi accompagna in ogni momento della vita, mi vedono felice e questo per loro è molto importante. Ai giovani che si vogliono avvicinare alla Chiesa, oppure al sacerdozio, dico: “Nulla anteporre all’amore di Cristo”, frase tratta dalla regola di san Benedetto che ho riportato sull’immaginetta in ricordo dell’ordinazione diaconale. Il dono dato a tutti della fede è da accogliere, coltivare e accudire per tenerlo vivo. La vita è unica e irripetibile, ed è importante non perdere le relazioni anche in questo tempo di distanziamento fisico, recuperando e coltivando i legami con le famiglie, le amicizie e con Dio attraverso la preghiera».

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