Attualità Gattinara e Vercellese -

Danni da cinghiali, l’allarme del presidente dei cacciatori di Arborio: «Sono una piaga»

Ancora troppi incidenti provocati dagli ungulati tra Roasio e Arborio, ma anche lungo la strada per Masserano.

Cinghialetti orfani

Ancora troppi incidenti provocati dai cinghiali, il presidente dei cacciatori di Arborio Enis Landi: «Ormai bisogna estendere le battute delle doppiette».

L’allarme cinghiali del presidente dei cacciatori di Arborio

Gli automobilisti sono sempre più preoccupati: esemplari di cinghiali vagano allo sbaraglio lungo le strade tra Roasio e Arborio. E il presidente dei cacciatori di Arborio Enis Landi torna a lanciare l’allarme.

«Non c’è più da stupirsi di nulla – afferma –. Il cinghiale dilaga. Tra l’altro ormai non ha nemmeno paura dell’acqua. Personalmente qualche giorno fa a Roasio ho visto esemplari che nuotavano. Figuriamoci se non riescono ad attraversare il fiume Sesia».

È ormai da tempo che Landi mette in luce la delicata questione inerente gli animali selvatici. «C’è chi ora prospetta di passare alla sterilizzazione dei cinghiali: quale soluzione più stupida può esistere? Come è possibile applicare un metodo di questo genere su tantissimi esemplari che vagano e si spostano peraltro rapidamente? Oltre a essere complessa si tratta di una soluzione che richiederebbe ingenti fondi».

L’unica prospettiva: estendere le battute di caccia

«È sotto gli occhi di tutti: i cinghiali devastano i campi e creano molti danni ai terreni. Fermarli è impossibile e continuano a riprodursi in maniera smisurata. L’unica soluzione è pensare di far intervenire squadre apposite di caccia».

Mentre il cinghiale risulta incontenibile, c’è una specie che per ora sta affrontando una situazione delicata.

«La caccia agli ungulati prosegue – mette in luce Landi –, c’è qualche problema per i fagiani perché le specie che arrivano dal Veneto risultano aver preso l’aviaria. La Regione Piemonte peraltro ha bloccato l’acquisto di fagiani dal Veneto. Come cacciatori, con una convenzione attiva con la riserva, siamo in attesa che torni questa tipologia di cacciagione».

Cosa aspettarsi dai prossimi mesi

«Escludiamo che i cinghiali possano diminuire – conclude Landi –. Queste bestie selvatiche non patiscono nemmeno il freddo. Ormai sono abituate a vivere in diverse condizioni atmosferiche. Vanno alla ricerca di cibo costantemente e si riproducono con frequenza. Ciò che bisognerebbe fare è prendere una posizione concreta sul problema per evitare che si arrivi a situazioni assurde come quelle che già ora stiamo vivendo. Non dobbiamo più attendere altrimenti la prolificazione aumenterà e il problema diventerà sempre più grande».

Immagine di repertorio.

LEGGI NOTIZIA OGGI DA CASA: IL TUO GIORNALE COMPLETO IN VERSIONE DIGITALE

3 Commenti

  • Cacciatore Mario ha detto:

    Assolutamente d’accordo con il contenuto dell’articolo. Sono parassiti e come tali vanno trattati. Occorre agire con decisione e in fretta.

    • Massimo mongilardi ha detto:

      Gli animalisti fanno tanto clamore per l’abbattimento dei cinghiali…che sono dannosi e pericolosi..mentre gli allevamenti intensivi dei maiali e altro..li va bene??????

      • Giovanni ha detto:

        Gli animalari aprono la bocca solo per dare aria ai denti, non certo per produrre affermazioni e frasi di senso compiuto. Nessun animalaro ha mai subito danni a causa di questi parassiti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.