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Enzo Gibellini Borgosesia: tiratore che non sbaglia un colpo

«La gara più bella? Il campionato del mondo nel 2012 in Grecia concluso allo spareggio»

Enzo Gibellini di Borgosesia: tiratore che non sbaglia un colpo. Il successo europeo è arrivato al termine di gare su quattro giorni, rese ancor più complicate dalla pioggia e dal vento: Gibellini ha lasciato il primo rivale a sette piattelli di distanza e ha trionfato nella prova individuale.

Enzo Gibellini di Borgosesia: tiratore che non sbaglia un colpo

«Avevo già vinto oro e argento agli Europei, ma a livello di squadra – racconta -. Quest’anno ho partecipato come individuale per la categoria Master, e questa medaglia d’oro è ancora più bella».

D’altronde la passione per il tiro accompagna da tutta la vita Gibellini, di professione biologo e dirigente di un laboratorio di analisi…
Una passione nata da mio padre Bruno, esperto cacciatore che già partecipava a qualche gara. E’ stato lui il mio unico maestro: sin da piccolo lo seguivo, credo di aver imbracciato il primo fucile a dieci anni. Tutto è venuto da sè, la passione è cresciuta negli anni, ho cercato di migliorarmi, ho partecipato alle prime gare a livello amatoriale e sono arrivati i primi risultati. Mi piaceva confrontarmi con chi era più esperto, studiarne la tecnica, capirne i segreti, e con il tempo a tenere sotto controllo l’emotività.
Una “gavetta” utile…
Il primo successo di un certo spessore è stato un secondo posto al campionato piemontese, negli anni Settanta, al ritorno alle gare dopo un periodo di pausa. All’inizio degli anni Ottanta ho vinto tre campionati valsesiani organizzati al Vespino, e due volte sono stato secondo. Si era ancora a livelli amatoriali, ma fu in quel periodo che iniziarono a essere organizzate gare di livello nazionale e internazionale.
Ed è stata la svolta
Ricordo il primo titolo italiano, nel 1990 sulle colline di Recco. Vinsi nel percorso caccia: all’epoca non c’erano ancora le categorie e si era divisi unicamente in tiratori e cacciatori.
Da allora sono arrivati decine di titoli, individuali o di squadra…
I titoli italiani sono almeno quindici, di cui tre in un solo anno. Nel 2004 per la prima volta venni convocato nella squadra italiana, una bella soddisfazione rappresentare i colori azzurri. E anche una responsabilità.

I segreti del successo

Quali sono i segreti per una carriera di alto livello così duratura?
Allenamenti e passione. Poi, nervi saldi e mente libera. Senza dimenticare la ginnastica per mantenere la forma fisica, perchè sollevare un fucile che pesa più di tre chili per cento volte in breve tempo non è proprio comodo.
Gli allenamenti portano via molto tempo?
Dovendo fare i conti con il lavoro, solitamente si dedica il fine settimana agli allenamenti. Almeno uno fra sabato e domenica. Quando ci sono le gare, è la gara stessa a diventare allenamento. Ultimamente ammetto di essere meno costante.
Se Gibellini ha ereditato la passione dal padre, l’ha trasmessa a sua volta alla figlia Brunella che già ha centrato ottimi risultati…
Si è avvicinata da pochi anni a questo sport, ma è davvero brava. Spara in modo molto istintivo, a differenza di me che mi prendo più tempo per seguire la traiettoria del piattello. Sono molto orgoglioso dei suoi progressi.

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