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Escursionisti soccorsi in montagna, è polemica: lo sappiamo quanto costa un volo dell’elicottero?

La discussione in consiglio regionale.

escursionisti soccorsi

Escursionisti soccorsi in montagna: sabato tre persone infortunate sono state recuperate sul monte Rosa. Intanto in consiglio comunale si discute sui “ricorsi inappropriati” all’elicottero.

Escursionisti soccorsi sul Rosa

Intervento in alta quota sabato a 3900 metri sul Polluce, nel massiccio del monte Rosa. Tre persone sono finite in ospedale dopo una caduta di dieci metri, lungo la via normale a 3.900 metri di quota. I tre, due stranieri e un italiano, sono stati recuperati dal Soccorso alpino valdostano con un delicato intervento di un’ora e mezza. Gli escursionisti hanno subito alcuni traumi e fratture e sono stati portati all’Ospedale Parini.

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I casi inappropriati

Di recente i soccorsi in montagna sono stati oggetto di un intervento del consigliere regionale Monica Canalis. « Nell’estate che volge al termine – dice la Canalis – si sono verificati in Piemonte numerosi episodi di ricorso inappropriato all’elicottero del soccorso alpino. In alcuni casi l’elicottero è stato impegnato per circa cinque ore per soccorrere un gruppo di escursionisti privi di reali problemi sanitari, che avrebbero potuto tranquillamente essere soccorsi dai Vigili del Fuoco. Alla luce del costo esorbitante dell’elicottero (100 euro al minuto) e dell’equipe sanitaria, è legittimo chiedersi se la Regione non stia trascurando il controllo di gestione».

Immagine di repertorio

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2 Commenti

  • alessandro belviso ha detto:

    …e quì centra l’elemento psicologico, la propaganda continua ad inculcare che da soli non si può fare nulla (in senso generale, ottimo metodo per avere sudditi e non liberi responsabili al massimo dei liberti) basterebbe che una volta appurato lo stato del richiedente nel caso stia su qualcosa tipo pista da sci grande come un’autostrada gli si dica dove andare e buona passeggiata…così si svegliano e poi si sentiranno pure meglio con se stessi.
    Ci deve essere anche x rispondergli non un telefonista e basta perchè se no capita che finisce come rigopiano e quel francese in liguria o di converso a drammatizzare tutto.
    i taxi si pagano ma preferirei dirgli di proseguire da soli che farà bene alla loro formazione caratteriale, con una migliore comprensione della struttura analitica delle situazioni che li porterà ad interagire con saggezza verso se stessi e nei rapporti sociali con tutto vantaggio per la comunità.
    ma credo che per i politici sarà solo una questione di tariffario una sorta di gettone telefonico che ci deve essere per tutti i taxi, ma alla base delle innumerevoli richieste di aiuto “mamma mi sono perso” c’è un malessere sociale troppo umano che è tarlo sociale

    • Alessandro Felletti Spadazzi ha detto:

      Tante regioni hanno introdotto il rimborso delle spese in caso di soccorsi non necessari per reali problemi di pericolo, da cui il ricorso all’assicurazione.

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