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Eternit su ex fabbrica a Ponzone: sindaco ordina la rimozione

L'edificio originariamente era usato come tintoria

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Eternit su ex tintoria Giardino: il materiale andrà tolto dal tetto.

Eternit su edificio

Tetto da rimuovere per una vecchia fabbrica a Ponzone. Parte della copertura dell’ex tintoria Giardino non è più a norma e adesso la società attualmente proprietaria del capannone (che ha sede in Toscana) deve intervenire con un’opera di bonifica. Il caso sollevato da un cittadino preoccupato per le condizioni del tetto dello stabile che si trova in centro a Ponzone ha mobilitato Comune, Arpa e polizia locale. Dopo controlli e sopralluoghi è stata emessa una ordinanza dal Comune di Trivero in riferimento a una parte della ex tintoria, oggi di proprietà di una ditta con sede in Toscana (un’altra parte è invece “sana” e di altri proprietari). Il titolare è stato invitato ad avviare l’intervento di bonifica in breve tempo tenuto conto proprio dello stato di degrado in cui si trova il tetto.

Un esposto

A sollevare la questione è stato un cittadino che lo scorso maggio ha presentato un esposto direttamente in municipio dove si chiedeva di verificare il tetto di amianto di un immobile. A una prima vista infatti la copertura non sembrava in buono stato di conservazione. Da parte sua il Comune ha attivato la procedura del caso richiedendo un sopralluogo anche dell’Arpa. E’ stata quindi eseguita una verifica e alla fine è giunta la relazione dei tecnici dell’Arpa nel mese di luglio. Nella nota contenente la valutazione del caso redatta dall’Asl Biella dipartimento di prevenzione, servizio igiene e sanità pubblica è stato definito come «scadente con indice di esposizione medio» lo stato della copertura. Un campanella d’allarme che ha portato quindi l’amministrazione comunale a prendere i dovuti provvedimenti.

L’ordinanza

Ha quindi provveduto a emettere una ordinanza in cui si chiede di provvedere alla bonifica della copertura del fabbricato «al fine di scongiurare situazioni di pericolo per la salute pubblica e contaminazioni ambientali». La prima ordinanza sindacale non è però andata a buon fine in quanto il servizio postale ha dichiarato l’irreperibilità del destinatario, quindi l’amministrazione comunale ha emesso una seconda ordinanza che suona come un ultimatum. Si chiede infatti alla proprietà di intervenire alla bonifica della copertura di eternit comunicando la figura professionale responsabile dell’operazione, presentando un programma di controllo e manutenzione, avviando gli interventi nel breve periodo.

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