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Fulmine Flecchia: i danni alla chiesa superano i 100mila euro

Il tetto era stato colpito da una saetta a maggio. Dopo le ferie potrebbe essere avviato il cantiere per le riparazioni.

fulmine flecchia

Fulmine Flecchia: ingenti i danni alla torre campanaria.

Fulmine Flecchia, i danni

Il cantiere sarà avviato non prima di settembre. Intanto fa la conta dei danni e delle spese per il campanile di Flecchia pesantemente danneggiato dal fulmine. La Sovrintendenza di Torino ha infatti chiesto di rivedere il progetto e presentare alcune modifiche che sono state apportate dal pool di tecnici incarico. Ma con le ferie di mezzo bisognerà appunto attendere fino a settembre per dare il via ai lavori. E il conto si prospetta salatissimo: non meno di 100mila euro, ma probabilmente si andrà anche oltre. Numerosi gli interventi da portare a termine. «C’è il tetto da rifare – spiega Gianfranco Mencattini, vice sindaco di Pray e uno dei volontari della parrocchia -. La parte superiore del campanile è stato colpito da questo fulmine che ha fatto danni ingenti». E’ già stato riparato invece il tetto dell’oratorio sfondato dai calcinacci piovuti dall’alto. Per fortuna quel pomeriggio di sabato 25 maggio nessuno era rimasto ferito.

I costi

Il campanile continua ad essere circondato da ponteggi. «E dobbiamo ringraziare la ditta – spiega Mencattini – in quanto non ci fa pagare l’affitto del ponteggio in questo periodo di stop a causa della burocrazia. E’ già un bel risparmio». A livello economico il danno va ancora quantificato in modo preciso. «Molto dipenderà dal progetto – osserva -. Di sicuro stiamo parlando comunque di una cifra superiore ai 100mila euro. Soltanto quando sarà presentato il progetto definitivo avremo idea del costo reale di questa operazione. Si tratta comunque di una cifra decisamente pesante che sarà coperta ricorrendo a contributi vari e dall’assicurazione».

Le modifiche

In realtà un progetto di riqualificazione era già pronto, ma la responsabile della Sovrintendenza ha chiesto integrazioni. «Per esempio – spiega Mencattini – è stato chiesto di utilizzare travi di legno mentre l’ultimo intervento aveva previsto l’utilizzo del cemento. Stessa questione riguarda la copertura del tetto, dove si richiedono tegole particolari». La speranza è che dopo le ferie estive la pratica possa essere valutata in tempi celeri in modo da dare il via all’intervento. Il fulmine che ha distrutto il campanile aveva colpito a fine maggio, una saetta terribile aveva sventrato il tetto. Per fortuna in quel momento sotto non c’era nessuno, i calcinacci avevano sventrato anche la copertura dell’oratorio sottostante. L’area era stata messa in sicurezza dai vigili del fuoco intervenuti sul posto. Al momento tutto è coperto dall’impalcatura e da teloni per evitare infiltrazioni. Oltre al danno strutturale bisognerà pensare anche alla sistemazione dell’orologio campanario.

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