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Attualità

«Grandi innovazioni alla Casa della Salute: l’erogatore di biglietti… della Unes»

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«A otto anni dalla sua inaugurazione, osannata dagli allora presidente Bresso e sindaco di Varallo Buonanno, un notevole passo avanti»

Da un lettore di varallo riceviamo e pubblichiamo

«Apprendo dai giornali che a Gattinara si è rotto il mammografo e quindi le pazienti dovranno recarsi a Borgosesia (16 chilometri) ovviamente con un certo disagio. Proprio oggi mia moglie ha accompagnato una sua parente da Campertogno a Gattinara (54 chilometri) per una ecografia; da ormai quattro anni alla Casa della Salute di Varallo non se ne fanno più, ma questo non fa notizia. A febbraio è stata pubblicata sui giornali locali una lettera aperta al presidente della regione Piemonte, firmata da alcuni cittadini varallesi, in cui si documentava con dati ufficiali il progressivo impoverimento dei servizi sanitari minimi necessari al territorio in Varallo-alta Valsesia. Ci sono state solo risposte di sfuggita, indirette ed evasive sui giornali che scaricavano le responsabilità sui sindaci (direttore Asl Serpieri 31 marzo) e sui medici di base (assessore alla sanità Saitta 26 maggio). Silenzio totale nei confronti di cittadini che chiedevano, senza la faziosità plateale di certi amministratori locali, risposte chiare ai loro rappresentanti, eletti a questo scopo.

L’assessore regionale Antonio Saitta sulla Stampa del 2 settembre 2016 annunciava che con la chiusura del Country Hospital l’Asl di Vercelli avrebbe potenziato gli ambulatori specialistici con l’aggiunta di nefrologia; “superambulatorio”, lo definiva l’articolo. A un anno di distanza, un intervento per migliorare i servizi alla Casa della Salute c’è stato: i pazienti dei vari medici di base, dell’ambulatorio odontoiatrico e degli uffici amministrativi non devono più accalcarsi per l’attesa nel corridoio di pochi metri quadri di passaggio per gli alti servizi, in una confusione che è facile immaginare, ma finalmente in una zona contigua più ampia, adiacente ad esso. Per organizzare a distanza le code sono stati collocati degli erogatori di biglietti numerati, corrispondenti ai vari medici e servizi richiesti; la loro tecnologia di ultima generazione (scatolette di cartone riciclate con biglietti gentilmente forniti dalla Unes) e quella dei dispositivi di chiamata degli utenti (viva voce dei medici e operatori) ne garantisce l’alta affidabilità nel tempo, a differenza di quello piazzato nell’accettazione dell’ospedale di Borgosesia rimasto guasto per mesi. A otto anni dalla sua inaugurazione, osannata dagli allora presidente Bresso e sindaco Buonanno, un notevole passo avanti».

Silvio Giubertoni