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Ipotesi chiusure in Piemonte: «A rischio un terzo delle imprese artigiane alimentari»

L'allarme di Confartigianato: in tutta la regione il settore dà lavoro a 12mila persone.

Ipotesi chiusure

Ipotesi chiusure in Piemonte: Confartigianato teme che un terzo delle imprese artigiane alimentari non riesca a rialzare la serranda nel 2021.

Ipotesi chiusure, paura per il settore alimentare

Secondo le anticipazioni sul nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri, l’inserimento del Piemonte in zona rossa potrebbe comportare la chiusura di tutti i servizi considerati non essenziali. Fra questi, anche pasticcerie, gelaterie, bar e ristoranti. Confartigianato teme conseguenze pesantissime per questo importante comparto.

Le regole

«Le nostre pasticcerie, gelaterie e ristoratori, rispettano rigorosamente le misure di sicurezza per difendere la salute dei cittadini. Per questo non comprendiamo perché, come apprendiamo dai giornali, siamo a rischio chiusura, mentre a negozi e grande distribuzione sarebbe permessa la commercializzazione di alimentari e prodotti dolciari» commenta Anna Maria Sepertino, Presidente dell’alimentare di Confartigianato Imprese Piemonte.

I numeri

In Piemonte, solo nell’artigianato, si contano 3.040 pizzerie, 704 rosticcerie e 1200 pasticcerie e gelaterie. Al lavoro ci sono circa 12mila addetti. Una stima prevede che in caso di nuovo lockdown il fatturato possa calare dell’80% a novembre, del 90% a dicembre e infine tradursi nella chiusura di un terzo delle imprese artigiane alimentari nel nuovo anno.

Un’alternativa

«Ma non era forse meglio lasciare gli orari più ampi possibili prevedendo al contempo più turni serali contingentati ed esclusivamente previa prenotazione? – si chiede Sepertino – Si sarebbero drasticamente ridotti gli assembramenti, avrebbero continuare a lavorare centinaia di migliaia di persone ed evitato questa dispersione di contributi a pioggia la cui esigua entità non rappresenta che una goccia nel mare dei bisogni per l’ingente danno economico che subiranno le imprese. Senza contare che il comparto della ristorazione coinvolge tutta la filiera agroalimentare, il packaging e l’intero settore produttivo delle attrezzature di settore».

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