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Lozzolo si libera di cento quintali di amianto

Grazie ai contributi regionali

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Lozzolo si libera dell’amianto: conferiti cento quintali in tutto, provenienti da diverse aree di privati.

Lozzolo si libera del materiale pericoloso

Ben 100 quintali di amianto: è la quantità raccolta nella sola Lozzolo grazie alla campagna di smaltimento di piccole quantità avviata dal Comune finanziata dalla Regione Piemonte. Qualche giorno fa un camion è arrivato in paese per portare via tutto il materiale raccolto dai privati, si tratta di piccole quantità che però messe insieme hanno prodotto una quantità non indifferente di rifiuto considerato potenzialmente pericoloso.

I privati

Positiva la risposta data dai proprietari che avevano ancora strutture in eternit. C’è chi ha smaltito parti di un vecchio tetto in amianto, chi contenitori. Tutto materiale potenzialmente pericoloso. «Il progetto era partito nel 2016 con il primo avviso di bando regionale a cui avevamo partecipato come Comune – ricorda il sindaco Roberto Sella -. ma eravamo stati esclusi dalla graduatoria. Poi finalmente l’intervento era stato finanziato dalla Regione». E il risultato prodotto è stato positivo: «Quasi 10mila chili di amianto sono stati raccolti per una ventina di proprietari che hanno aderito. Insomma l’iniziativa ha dato i suoi frutti e se ci saranno bandi similari cercheremo di partecipare».

Il contributo

La Regione Piemonte aveva stanziato un contributo di 9.354 euro a favore del Comune di Lozzolo per le operazioni raccolta, trasporto e smaltimento di manufatti contenenti amianto. L’amministrazione comunale è stata impegnata in una serie di passaggi: inizialmente aveva avviato un sondaggio proprio per capire i potenziali utilizzatori del servizio speciale di smaltimento, poi aveva ricontattato i privati per procedere quindi alla raccolta vera e propria.

Un censimento

Già nel 2012 l’amministrazione svolse un censimento con l’ottica di capire la reale presenza sul territorio di manufatti contenenti amianto e successivamente, in collaborazione con Legambiente, creò un iniziativa per attivare la rimozione e lo smaltimento dei manufatti. Dall’indagine emerse che a Lozzolo erano ancora presenti manufatti quali per esempio tubi o vasche ed era marcata la presenza di lastre utilizzate sulle coperture per una superficie di 850 metri quadrati. Il totale corrispondeva a circa 13.810 chili di amianto in “piccole quantità” ossia strutture o manufatti fino a 40 metri quadrati o 450 chili.

All’inizio dell’anno si era parlato anche della rimozione dell’amianto dal centro sportivo.

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