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Nuovo murale a Varallo: sarà dedicato a un personaggio del passato

Mentre proseguono le iniziative online, la città pensa ai prossimi progetti artistici per il futuro.

nuovo murale

Nuovo murale in arrivo a Varallo: si pensa già all’opera da realizzare al termine dell’emergenza sanitaria.

Nuovo murale per Varallo

Il lockdown ha sicuramente insegnato l’importanza della cultura e della bellezza: mai come in questo momento l’arte, nelle sue diverse forme, si è rivelata salvifica. E, almeno dal punto di vista dei social network, Varallo si è mostrata sempre in movimento su questo fronte. Con Palazzo dei Musei continuano le iniziative dedicate ai più piccoli, mentre l’assessore alla cultura Alessandro Dealberto sta trasmettendo una serie di dirette Instagram con vari fotografi e artisti, con la possibilità di far loro alcune domande. Una delle ultime puntate, seguita da utenti provenienti da ogni parte d’Italia, è stata dedicata ad Andrea Ravo Mattoni, autore di alcuni dei murales varallesi. Per il progetto “Waral”, intanto, si guarda al futuro.

Sui muri

Mentre la cultura si sta momentaneamente concentrando sulla parte virtuale, infatti, dietro le quinte si continua a lavorare. «Stiamo contattando grandi artisti e il prossimo step sarà ritrarre un illustre valsesiano del passato – svela Dealberto -. Mi piacerebbe coinvolgere anche una serie di artisti locali, che sicuramente hanno il talento per esprimersi sul muro di un palazzo. Ovviamente, con la situazione attuale, non possiamo prevedere quando saremo in grado di realizzare tutto questo». Il progetto di arte urbana è partito nel 2017. La prima opera a essere realizzata è stata la riproduzione del “Davide con la testa di Golia” di Tanzio da Varallo per mano di Andrea Ravo Mattoni, ospite dell’evento social organizzato da Dealberto per venerdì scorso. Nato in una famiglia di artisti e formatosi all’Accademia di Brera, Ravo ha realizzato in città anche una riproduzione di Gaudenzio Ferrari, portando a Varallo un’arte nuova ma non solo.

Obiettivo curiosità

«Partendo da “Davide con la testa di Golia” abbiamo mostrato a tutta la popolazione di Varallo e a chi è venuto a visitarla un capolavoro straordinario, magari molto conosciuto tra gli esperti ma mai visto da tanti cittadini: l’obiettivo era proprio quello di incuriosire – ha detto Dealberto durante la diretta di venerdì -. Un’altra grande soddisfazione, inoltre, sono state le lezioni che Ravo ha tenuto in corso d’opera con i bambini delle elementari. Vedere nei loro occhi la gioia di imparare è stata una meraviglia».
Con il suo progetto di “Recupero del classicismo nel contemporaneo”, infatti, Ravo ha detto di aver «coniugato bombolette spray e arte classica, cercando sempre una correlazione con il territorio e ponti con le istituzioni museali». Il tutto, puntando sulla didattica per adulti e bambini. «Così sono riuscito a far conoscere il patrimonio culturale a persone che altrimenti non ne avrebbero avuto accesso oppure non sarebbero mai andate a documentarsi», ha raccontato.

Nei musei

Oltre a ricordare i tempi di lavoro all’aperto, sulla strada, durante l’incontro virtuale l’artista ha dato alcuni suggerimenti su come attirare i visitatori via social ma fare poi in modo che, appena possibile, essi vadano di persona a vedere le bellezze contenute nei musei. «E’ meglio concentrarsi su un’opera alla volta, piuttosto che su lunghi tour via web che rischiano di diventare noiosi- ha detto Ravo Mattoni -. Bisogna incuriosire gli utenti e pensare anche ai bambini». Su questa linea si stanno muovendo ormai da settimane la Pinacoteca e il Museo Calderini, la cui nuova direttrice, Paola Angeleri, ha partecipato attivamente alla diretta Instagram. «Sono usciti spunti interessanti e concordo con Ravo rispetto all’importanza di educare i più piccoli – ha spiegato Angeleri -. A Palazzo dei Musei cerchiamo di farlo sempre, attraverso laboratori e attività didattiche. In questi giorni stiamo postando alcuni giochini inerenti alle opere e ai reperti delle nostre collezioni. A volte, possono essere proprio i bambini a educare al bello i grandi».

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