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Parte da Pray la protesta degli assistenti amministrativi “facenti funzione”

«Da anni veniamo prestati a un ruolo marginale, abbiamo acquisito i titoli sul campo per avere il giusto riconoscimento»

scuola media pray

Parte da Pray la protesta degli assistenti amministrativi “facenti funzione”.  Si tratta di coloro che hanno il delicato compito di far funzionare al meglio la macchina scolastica.

Parte da Pray la protesta degli assistenti amministrativi

Donato Gareri, un “facente funzione” Dsga ha deciso di scrivere al ministro della Pubblica istruzione a nome di un  esercito di persone che hanno cominciato a coprire posti vacanti garantendo il funzionamento della scuola intera. «Il numero dei “facenti funzione” è lievitato prepotentemente alla stregua di una totale assenza di turn over – scrive -. Ci si ritrova dunque a rivivere, nei mesi di settembre di ogni anno, una situazione paradossale al cospetto dell’esistenza di un numero enorme di posti Dsga privi di titolare».

Un altro problema

E non è il solo problema: «Ad aggravare ulteriormente tale quadro vi è il fatto che in una scuola su tre manca il dirigente scolastico, con l’istituto affidato alla reggenza. A prendere dunque in mano sia la gestione finanziaria che quella del personale sono sempre gli assistenti amministrativi prestati al ruolo superiore di direttore Sga».

Responsabilità enormi

E denuncia: «Si tratta di dipendenti che hanno responsabilità enormi in cambio di una diaria annuale risibile». Per intenderci, il Dsga svolge compiti delicati predisponendo gli atti, ha sovrintendenza dei servizi generali e amministrativo-contabili, è responsabile della contabilità e degli adempimenti fiscali, emette e firma i mandati di pagamenti. Inoltre si occupa di verificare i requisiti pensionistici, è sottoposto a sorveglianza tramite revisorato che analizza l’operato e il funzionamento della scuola.

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La soluzione prospettata

«Basterebbero un paio di mesi per ottenere in modo veloce e con una spesa minima graduatorie definitive da cui attingere – conclude Gareri -. In questo modo si permetterebbe di coprire i posti vacanti da parte di tutti coloro che in questi anni si sono messi a disposizione, mettendoci l’impegno e il merito, lavorando oltre l’orario previsto. Non serve alcuna prova selettiva, la loro competenza è certificata dagli anni di servizio dell’operato sul campo. Si prospetterebbe una concorrenza impari qualora si puntasse sulle procedure concorsuali ordinarie».

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