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Pavic Romagnano ricorda Claudio Travagin, ex dirigente

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Pavic Romagnano ricorda Claudio Travagin, ex dirigente.  In merito alla scomparsa di Claudio Travagin, ex dirigente della Pavic di Romagnano, dalla società sportiva di pallavolo riceviamo e pubblichiamo un ricordo.

Pavic Romagnano ricorda Claudio Travagin, ex dirigente

Travagin, era residente a Grignasco ed è morto a 76 anni; prima di andare in pensione aveva lavorato nelle ferrovie novaresi ed era uno sportivo. Tra le sue tante passioni, oltre alla formazione delle giovani promesse della pallavolo, c’era anche il carnevale. Per anni infatti fu al fianco della maschera di Grignasco, il “Giuan” Fulvio Zanolini, in qualità di gran ciambellano.

Ricordi

«È con grande dispiacere che abbiamo appreso la notizia della scomparsa di Claudio Travagin, uno dei primi allenatori del femminile della nostra società e figura storica per la pallavolo del territorio. Vogliamo ricordarlo con affetto e salutarlo con le commosse parole del nostro direttore sportivo
Sergio Deagostini: “Ciao, Claudio. Ho saputo della tua partenza definitiva e un brivido mi ha attraversato. Raggiungi finalmente la tua e nostra cara Elisa, che tanti anni or sono lasciò te, ma anche noi del G.S. Pavic, in modo tragico e prematuro. Sei stato uno dei principali artefici della storia del club, sempre disponibile e prodigo di consigli, entusiasta e propositivo in quegli anni in cui nasceva la storia epica della Pavic e del settore femminile, al quale tanto dedicasti la tua passione e il tuo tempo libero. Ti ricordo anche impegnato nel tuo lavoro alla stazione ferroviaria, ma ciò che più mi resta di te è quel sorriso gentile e coinvolgente.

“Resterai nei cuori”

Il tempo ci sfugge, le nostre generazioni diventano come un vecchio borgo semi abbandonato, sperduto in questa modernità che ci sopravanza, più in là pulsa la vita nelle nuove case abitate da nuova gente, magari anche di una nuova pallavolo. Noi, però, più avanti negli anni di loro, conserviamo nel cuore i ricordi, quegli anni felici di piccole e grandi speranze, quella voglia di fare senza pretendere e di accontentarsi anche di una sconfitta al tie-break nel quale si era dato tutto. Così, Claudio, resterai sempre vivo nella nostra memoria. Tace la stazione ferroviaria, la Novara-Varallo è abbandonata, ma là dove ci sono state passione, gioia e sofferenza, crescono tra le erbacce fiori belli e profumati. Ciascuno di noi lascia un segno in questa vita e la tua traccia rimane, chiara ed indelebile».

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