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Piemonte, torna l’incubo siccità: fiumi in calo e neve quasi sparita

I dati di Arpa riaccendono le preoccupazioni sull’acqua: il nord della regione entra in allarme moderato dopo due anni più favorevoli.

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Il Piemonte torna a fare i conti con la siccità. I dati diffusi da Arpa Piemonte a pochi giorni dall’inizio dell’estate 2026 evidenziano un peggioramento delle condizioni idriche regionali, soprattutto nelle province settentrionali, dove compaiono i primi livelli di siccità moderata dopo due anni relativamente tranquilli.

A pesare è soprattutto la scarsità di piogge registrata negli ultimi mesi. A maggio, in particolare, nel bacino del Po è caduta molta meno acqua rispetto alla media storica e le aree più colpite risultano quelle del nord e dell’est della regione. Anche il bilancio complessivo dell’anno idrologico resta negativo.

Caldo record e piogge insufficienti

Le precipitazioni inferiori alla norma si accompagnano a temperature elevate. Maggio 2026 entra infatti tra i mesi di maggio più caldi degli ultimi decenni in Piemonte, con valori superiori rispetto alle medie climatiche di riferimento.

Nell’ultima parte del mese decine di stazioni meteorologiche della rete Arpa hanno registrato nuovi record di temperatura massima. Secondo le previsioni stagionali, dopo un avvio d’estate leggermente più instabile, nei prossimi mesi potrebbero aumentare ulteriormente il caldo e la carenza di piogge.

Neve ridotta e riserve in difficoltà

Tra gli elementi più critici emerge la drastica riduzione della neve sulle montagne piemontesi. Le riserve idriche accumulate tra neve, invasi e Lago Maggiore risultano inferiori rispetto ai valori medi storici, con effetti diretti sull’alimentazione di torrenti e fiumi durante l’estate.

La neve rappresenta infatti una riserva naturale fondamentale per il territorio. La sua scarsità rischia di compromettere la disponibilità d’acqua nei mesi più caldi, soprattutto nelle aree agricole e nei territori già più esposti alla diminuzione delle portate.

Fiumi e falde sempre più in sofferenza

Le conseguenze sono già evidenti nei principali corsi d’acqua piemontesi. Il Sesia, il Tanaro, il Toce e il Po mostrano portate nettamente inferiori rispetto ai valori storici, con riduzioni significative registrate durante tutto il mese di maggio.

Anche le falde sotterranee iniziano a mostrare segnali di abbassamento in diverse zone della regione. Arpa Piemonte invita a monitorare attentamente l’evoluzione dell’estate: il rischio è che caldo, poca neve e piogge insufficienti aggravino ulteriormente la situazione nelle prossime settimane.

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