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Portula attesa di tre settimane per l’addio a Orlando

Come era suo desiderio, le sue ceneri sono state disperse in montagna.

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Portula attesa prolungata per realizzare l’ultimo desiderio di Orlando Targa: ora l’uomo riposa finalmente fra le sue montagne.

Portula attesa per l’addio a Orlando

È occorso del tempo: circa tre settimane. Ma ora, finalmente, sono state realizzate le ultime volontà di Orlando Targa. Sabato si sono infatti potute disperdere le ceneri del 78enne di Portula morto a fine gennaio per una crisi cardiaca. Si tratta dell’uomo che il giorno di Capodanno aveva visto la sua casa di Galfione in fiamme, anche se poi il fuoco era stato domato dai vigili. Ma lo choc di quell’episodio aveva certamente influito sulla sua salute: alla fine, se n’era andato dopo meno di un mese.

Il suo desiderio

Il magistrato aveva ordinato l’autopsia, e i familiari erano intenzionati a rispettare le sue volontà: appassionato di montagna, Orlando aveva chiesto che le sue ceneri fossero disperse tra i luoghi che aveva sempre amato e che erano stati meta delle sue camminate. E così è stato fatto ma, appunto, si è dovuto aspettare a lungo prima che arrivasse il via libera per la cerimonia funebre.

La sua storia

L’ultimo saluto all’uomo è stato dato sabato pomeriggio nel cimitero di Portula. L’uomo ha lasciato la moglie Halyna, i figli Pier Giorgio e Lorena, la sorella Lina e tanta gente che gli ha voluto bene.
Classe 1941, l’uomo aveva dedicato la sua vita al lavoro e alla famiglia era stato dipendente del lanificio Mario Zegna, salvo un ultimo periodo in cui aveva lavorato come operaio nel lanificio Ermenegildo Zegna. Da tempo era in pensione e aveva potuto dedicarsi alla montagna, di cui era appassionato fotografo e operatore. Ma si era impegnato anche nel volontariato, con l’Avis Trivero e con la Protezione civile.

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