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Savino Rizzio festeggia gli 80 anni con il Rotary

Nel 2001 parlò di Berlusconi a un giornale americano. Incuriosito, l’ex premier volle conoscerlo di persona

Nella sua ultima conviviale, il Rotary club Valsesia ha festeggiato Savino Rizzio, socio fondatore e memoria storica, per i suoi 80 anni. L’incontro è stato l’occasione per Rizzio di ripercorrere le esperienze imprenditoriali, soprattutto in ambito di Confindustria dove ha potuto esprimere le proprie competenze a livello territoriale e di categoria. Nel settore territoriale Rizzio ha presieduto l’Unione Industriali Vercelli-Valsesia dal 1995 al 1999, appena dopo l’unione delle due realtà di Borgosesia e Vercelli. A succedergli nella carica è stato Riccardo Minoli (dal 1999 al 2003), mentre nello stesso periodo Rizzio ha assunto l’incarico di presidente di Confindustria Piemonte che allora si chiamava Feder-Piemonte: in questo ambito ha partecipato ai lavori della giunta, facendo parte anche del consiglio direttivo di Confindustria a Roma.

Il settore di categoria comprende diverse associazioni/federazioni e quella di cui ha fatto parte l’imprenditore valduggese è la “meccanica varia”, il cui acronimo è Anima, la seconda federazione per importanza, composta da diverse associazioni tra le quali l’associazione valvole e rubinetti, di cui è stato presidente dal 1990 al 2000, unitamente alla presidenza del Ceir di Francoforte, la federazione europea dei fabbricanti di valvole. Dal 2000 al 2006 è stato presidente dell’Anima con sede a Milano, contemporaneamente alla presidenza di Confindustria Piemonte a Torino per il triennio 2000-2003.

Fra le esperienze significative e curiose ricordate dell’imprenditore durante la conviviale, l’intervista nel 2001 del giornale americano “Business Week”, nel quale si parlava anche di Silvio Berlusconi, il quale incuriosito dall’intervento di Rizzio volle incontrarlo. Rizzio ha concluso il suo intervento rimarcando «la soddisfazione per i ruoli assunti e l’opportunità di aver fatto questa esperienza che l’ha arricchito molto, perchè il confronto con persone di potenzialità intellettuale elevate non può che aiutare a migliorare. La vita è come un gioco, nel quale occorre puntare sempre in alto perché il vero miglioramento avviene quando sei messo alle strette e sei costretto a tirare fuori doti che a volte non sai neppure di possedere».

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