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Serravalle pista ciclabile cancellata dalla piena del Sesia

Stessa sorte anche per la pista di motocross. Sono crollate inoltre diverse arcate dell’antico ponte del trenino.

Serravalle pista ciclabile

Serravalle pista ciclabile irriconoscibile dopo l’alluvione: l’acqua l’ha cancellata.

Serravalle pista cancellata

I controlli post alluvione evidenziano ancora tanti danni: Serravalle ha perso una cospicua parte della pista ciclabile e la pista da motocross. A ciò si aggiunge il crollo di molteplici arcate dell’antico ponte del trenino. Il vice sindaco Guido Bondonno: «La forza dell’acqua ha cambiato la conformazione del terreno, tanto che è difficile orientarsi». Sono passate ormai più di due settimane dall’inferno che ha devastato molte località valsesiane ed ora anche il comune guidato da Massimo Basso comincia a pensare al futuro. «Abbiamo fatto dei sopralluoghi per verificare cosa il fiume ha lasciato – spiega Bondonno – e la situazione non è così positiva. Purtroppo parte della pista ciclabile che si trovava verso l’impianto di motocross è stata spazzata via e l’area è irriconoscibile. Una panchina divelta e dei cartelli rimasti a terra danno un po’ l’idea di dove il percorso potesse iniziare. Non parliamo della pista di motocross che non esiste più».

La zona più colpita

Incredibile un aspetto: non tutto il percorso per i pedoni e gli amanti delle bici è stato completamente raggiunto dall’acqua del Sesia. «In effetti abbiamo riscontrato che la zona che si trova verso il parco dell’Isolone non ha subito gravi danni, certo ci sono alcune piante che necessitano di una messa in sicurezza, ma di fatto il manto del percorso è intatto – sottolinea l’amministratore -. L’area che ha subito più danni è quella a sud del centro abitato, nei pressi del viadotto. Lì oramai il terreno ha subito una grande modifica a livello morfologico». A subire particolari danni anche l’antico ponte della linea ferroviaria Grignasco-Coggiola, che attraversava il fiume Sesia per giungere in Val Sessera, inaugurata nel 1908 e soppressa nel 1935. «La struttura che si trovava nei pressi della pista ciclabile è stata danneggiata – evidenzia Bondonno -. Sono crollate diverse arcate».

Gli argini

Pensare al futuro non è facile e così immediato. «Ora ci stiamo occupando della quantificazione dei danni – spiega Bondonno -. A preoccuparci fortemente sono gli argini. Queste difese sul territorio hanno subito gravi contraccolpi e se malauguratamente dovesse esserci una seconda alluvione, la situazione sarebbe alquanto critica. Rassicuro comunque tutti: stiamo lavorando con addetti specializzati per presentare agli organi competenti documentazione per avviare opere manutentive in tempi brevi». Un’idea su quali possano essere le spese da sostenere per mettere in sicurezza il territorio, Bondonno ce l’ha già. «Serviranno centinaia di migliaia di euro per rimettere in ordine il paese e “guarire le ferite” che abbiamo subito – conclude il vice sindaco -. Senza contare che per gli argini probabilmente serviranno anche milioni di euro. L’auspicio è che anche il nostro paese possa essere riconosciuto come Comune alluvionato e ricevere un contributo specifico per la messa in sicurezza di tutto il territorio».

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