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Serravalle ricorda la maestra Marisa Manotti: era come una mamma

«Era la maestra con la “m” maiuscola. Riusciva a offrire messaggi di vita che poi sono rimasti nel cuore di molti di noi anche da adulti».

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Serravalle ricorda la maestra Marisa: insegnò nella scuola primaria di Serravalle e in quella della frazione Piane.

Serravalle ricorda la maestra Marisa

I tanti messaggi di affetto dedicati a Marisa Menotti mostrano bene come l’insegnante sia rimasta nel cuore dei suoi alunni. La donna è deceduta lo scorso 3 gennaio. La serravallese ha esercitato la professione di insegnante per decenni. E’ stato il punto di riferimento di moltissimi studenti della scuola primaria di Serravalle ma anche delle scuole di Piane, quando tempo fa anche la frazione poteva contare su spazi per accogliere gli alunni ed educarli. «Era la maestra con la “m” maiuscola – ricorda Daniele Bovolenta, uno degli ex alunni -. Sempre presente e capace di insegnare non solo le materie di scuola. Riusciva proprio ad offrirti messaggi di vita che poi sono rimasti nel cuore di molti di noi anche da adulti».

«Ci ha dato tanto»

Per parecchi alunni, la maestra Marisa è stata una mamma. «Era una seconda mamma perché era capace di accudire oltre a crescere i suoi allievi – sottolinea Lara Sauer, ex allieva della defunta -. Sono tanti i ricordi che ruotano attorno alla sua figura. Non la dimenticheremo perché ci ha dato davvero tanto. Mesi fa tra l’altro con alcuni coetanei con cui avevo frequentato le elementari pensavamo di organizzare un pranzo insieme a lei, poi non è stato possibile per una serie di ragioni, in primis il Covid». Menotti non insegnava una materia specifica. «Anni fa non c’erano più insegnanti per diverse discipline ma una sola docente – evidenzia Sauer –. E la nostra maestra il sabato mattina ci insegnava anche il punto semplice (una pratica del cucito, ndr)».

Solide basi

Da qualche tempo la donna era in pensione ma nonostante questo, i suoi ex studenti, diventati adulti, si rivolgevano ancora a lei come insegnante. «Era una persona comunque che al di fuori del lavoro non era solita partecipare alle iniziative del paese ma quando la incrociavi si fermava sempre a parlare molto volentieri – conclude Sauer –. E’ sempre stata una donna distinta: ricordo peraltro il tintinnio del suo bracciale d’oro con medaglietta quando, avvicinandosi al mio banco, cancellava un errore sul mio quaderno. Con quella gomma tra le mani non ha potuto cancellare gli errori che nella vita ciascuno di noi ha compiuto ma ha comunque avuto la capacità di costruire solide basi in noi». Marisa Menotti lascia il marito Fulvio e la figlia Miryam.

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