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Soccorre uomo scappato dall’ospedale: ora è costretta a fare quarantena

La protagonista è di Serravalle: «Ho solo aiutato una persona in difficoltà, perché adesso non posso andare a lavorare? Non è giusto».

serravalle incidente

Soccorre uomo scappato dall’ospedale: «Non era positivo, ma devo stare in quarantena: assurdo».

Soccorre uomo scappato dall’ospedale

Un uomo avvolto in un lenzuolo bianco che vaga in stato confusionale lungo una strada. E una donna che si ferma a soccorrerlo, scoprendo che era scappato dall’ospedale. Con un finale che sa di beffa per A. R., di Serravalle, la protagonista del singolare episodio, che per un atto di generosità adesso è costretta a stare in quarantena e a non poter andare al lavoro.
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Tanta amarezza

«Sono davvero amareggiata – racconta la donna –, la persona che ho soccorso è risultata negativa al Covid e non capisco perché in questi giorni io non possa lavorare. Ho solo cercato di aiutare un uomo in difficoltà e l’ho fatto col cuore e senza pensare ad eventuali conseguenze per me. E invece senza nessun motivo valido sarò costretta o a mangiarmi dei giorni di ferie o a rimanere a zero ore lavorate in attesa del tampone, che spero almeno di poter fare a più presto».

In stato confusionale per strada

Così racconta l’episodio la donna, che presta servizio in una struttura sanitaria: «Era venerdì mattina, stavo andando a Varallo per iniziare il mio turno al lavoro e verso le 5.30 ho notato nella zona della rotonda dell’Itis di Borgosesia un uomo con un lenzuolo bianco intorno alla testa, che camminava lungo la strada. Era una situazione molto pericolosa e per questo ho fermato la macchina, ho messo le quattro frecce e sono scesa per capire cosa stesse succedendo».

Chiamate le forze dell’ordine

«Mi sono subito resa conto che quella persona era confusa e disorientata, diceva frasi senza senso, che doveva andare a prendere il vino insieme al fratello poi ho visto il braccialetto al polso e ho subito pensato che potesse essere uscito dall’ospedale. Lui mi ha detto che non voleva tornarci e allora ho cercato di tranquillizzarlo, poi l’ho fatto salire in macchina e l’ho portato con me a Varallo. Naturalmente io indossavo la mascherina e un’altra l’ho fornita a lui. Una volta arrivati al mio posto di lavoro ho spiegato la situazione alla portinaia che ha chiamato le forze dell’ordine».

Tampone e quarantena

La brutta sorpresa, però, per la donna sarebbe arrivata di lì a poco: «Quella stessa mattina la direttrice della struttura in cui lavoro mi ha chiamata e mi ha rispedita a casa dicendomi di non rientrare prima di aver fatto un tampone. Ho dovuto anche stilare un elenco delle persone con cui sono stata in contatto. Non ne capisco il motivo, visto che la persona che ho soccorso è negativa al virus. Anche il mio medico dice che non dovrei stare in quarantena, ma intanto non mi resta che aspettare che mi venga comunicato il giorno in cui potrò fare il tampone».

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