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Sul conto mi sono rimasti 37 euro. L’appello di una madre di Prato Sesia

L'emergenza sanitaria ha portato con sé gravi problemi economici per molte famiglie.

sul conto

Sul conto 37 euro: la complessa situazione di una mamma di Prato Sesia, messa in difficoltà dalla crisi economica legata all’emergenza sanitaria.

Sul conto 37 euro

Potere assicurare il necessario alla propria famiglia: non chiede molto Elisa Bresciani, una mamma di Prato Sesia, nella lettera che ha indirizzato al presidente della Regione Alberto Cirio. La donna ha deciso di prendere coraggio e sfogare su Facebook tutta la sua delusione. Contattata da Notizia Oggi, Elisa Bresciani spiega la sua situazione: «Aiuti ne ho ricevuti da amici, anche stamattina – spiega -. L’abbandono è da parte degli enti pubblici. Non è arrivato nessuno a chiedermi se avevo bisogno di qualcosa».

La situazione

Nella sua lettera la donna riferisce che «al 5 maggio 2020 ho rimanenti sul conto corrente 37 euro. Sono a casa, in cassa integrazione in deroga dal 7 marzo 2020. Gli ultimi soldi del misero stipendio di marzo li ho ricevuti ad aprile, 186 euro. Sono separata con due figli minorenni. Non ricevo nessun bonus famiglia perché i miei figli hanno 12 e 14 anni. Non ho ricevuto neanche un centesimo di cassa integrazione in deroga. Non lavoro, perché il negozio potrà riprendere l’attività il 18 maggio. Ma sono un dipendente a chiamata, per cui non so neanche se verrò richiamata. Sono praticamente finiti i fondi per i buoni spesa. Ho accumulato talmente tante spese arretrare da pagare che ora mi chiedo: come farò? Me lo dica lei. Non trovo più risposte». Elisa Bresciani racconta: «Ho ricevuto due buoni spesa: uno da 140 euro e l’altro da 80 euro, per un totale di 220 euro in due mesi. Come si fa a vivere in tre?»

La salute

Ma oltre alla spesa di tutti i giorni per vivere ci sono anche i problemi di salute a cui fare fronte. Nella lettera pubblica su Facebook aggiunge: «Soffro di artrosi, ho 8 ernie al disco che non posso curare, non avete neanche avuto la decenza di sospendere i ticket sanitari per noi disagiati, ma poi, diciamocelo, chi ha il coraggio di entrare in un ospedale? Sono stati sospesi gli screening oncologici di prevenzione, il mio adenoma al seno destro attende una mammografia dal mese scorso. Sono stati sospesi i vaccini ai ragazzi, mia figlia non ha il vaccino per il papilloma virus, non ha potuto rifare gli occhiali da vista, non ho i soldi per comprarle l’antistaminico. Insomma, pare non sia più un diritto vivere con dignità. Con estrema cordialità, Elisa Bresciani». La speranza dopo questo sfogo è che davvero qualcuno intervenga per garantire la dignità di vivere. «Non tutti hanno capito che molte persone per via del Coronavirus sono in crisi…»

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