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Trivero versante franato diventa giardino: premio per la bellezza

Walter Lanaro ha dedicato molto tempo e impegno alla sua opera. Numerosi i passanti che si fermano ad ammirarla.

Trivero versante franato trasformato in un giardino botanico: il capolavoro di Walter Lanaro premiato dal Rotary.

Trivero versante trasformato

Dove molti avrebbero visto solo le tracce di un disastro, lui è riuscito a creare un capolavoro di colori e profumi: un vero e proprio giardino botanico, un parco naturale che si può ammirare dalla strada di fronte. Tant’è che in molti si fermano ad ammirarne la cura dei particolari e la bellezza dell’insieme. Si tratta del giardino realizzato a Cereie da Walter Lanaro, che ha ricevuto uno dei premi istituiti dal Rotary club di Vallemosso nell’ambito del concorso intitolato “+ Bellezza in valle”. Il premio rientrava nella sezione ambientale: realizzazione parco e recupero area degradata. La cerimonia di premiazione è avvenuta il 15 giugno alla Brughiera: purtroppo Walter non ha potuto esserci, perché morto poche settimane prima all’età di 82 anni. Così il suo meritato premio è stato ritirato dal figlio Filippo.

trivero versante

Walter Lanaro

Passione per i fiori

«Mio papà – racconta Filippo Lanaro – è mancato nel mese di maggio e quindi non ha potuto ricevere il premio. Sarebbe stato contento, anche se non amava apparire ed era una persona molto discreta e riservata. Ma era un riconoscimento a quello che era il suo capolavoro. Il giardinaggio era la sua passione, che lo assorbiva molto. Amava la cura del particolare, sceglieva le piante con gusto, per lui tutto aveva un senso». E chi attraversa l’abitato di Cereie può ammirare il versante dove è stato creato il giardino. E soprattutto in primavera non può che non restare ammirato dalla bellezza dei rododendri in fiore, dalle tante azalee colorate, alle rose e le altre piante che sono disposte con amore e cura.

Dalla frana al giardino

«Ha davvero dedicato tantissime ore alla sua passione – continua il figlio –. In quell’area c’era una pineta che aveva piantato mio nonno. Nel 1968 c’era stata una frana, poi mio padre aveva deciso di acquistare i pezzi di terreno vicino al nostro e aveva iniziato a risistemare il giardino, che aveva preso forma diventando quello che è oggi. Era la sua creatura, quando tornava dalla nostra azienda di Cossato si metteva lì e abbelliva la zona. Ogni pianta aveva la sua storia e neppure io e mia mamma sappiamo il significato di alcune piante che aveva messo a dimora».
Ora il giardino continua a sprigionare bellezza, ma necessiterà delle giuste cure per poter rimanere tale. «So che mio papà ci teneva molto a questo luogo – conclude Lanaro – e ci tengo molto anche io visto che è una parte di lui. Quindi cercherò di mantenerlo il meglio possibile, anche se io non vivo qua. E’ comunque giusto che queste piante, che erano state poste con cura, continuino a fiorire. Sarà anche un modo per ricordarlo».

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