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Dopo 30 anni di attesa, oggi via ai lavori per la superstrada tra Masserano e Ghemme

Una tratta da 384 milioni di euro. Alla cerimonia inaugurale anche il ministro Matteo Salvini. L’opera collegherà Biellese, Vercellese e Novarese.

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Prendono ufficialmente il via oggi, lunedì 6 luglio, i lavori della Pedemontana piemontese nel tratto Masserano-Ghemme. L’avvio del cantiere è celebrato alle 10.30 con un incontro istituzionale alla presenza del vicepresidente del Consiglio e ministro delle infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, insieme ai rappresentanti di Regione Piemonte, Anas, Webuild e dei Comuni interessati dal tracciato. La cerimonia si terrà a Ghislarengo, dove è allestito il campo del cantiere.

Alla cerimonia partecipano anche l’assessore regionale Enrico Bussalino, delegato dal presidente Alberto Cirio, l’amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme, Christian Calzolari per Anas Piemonte e Valle d’Aosta, Nicola Meistro di Webuild e la sindaca di Ghislarengo Martina Rinolfi. Un momento simbolico che segna la partenza di un’opera attesa da intere generazioni.

Un collegamento strategico da 384 milioni

L’investimento complessivo ammonta a circa 384 milioni di euro e consentirà di realizzare un nuovo asse viario lungo circa 15 chilometri tra le province di Biella, Vercelli e Novara. Il collegamento unirà direttamente la Sp142 variante all’autostrada A26 attraverso quattro svincoli principali: Masserano, Roasio, Gattinara e Ghemme.

Il progetto prevede inoltre alcune modifiche tecniche rispetto alla versione originaria. Tra queste figurano un nuovo assetto del viadotto sul Sesia, l’adeguamento del viadotto di Rovasenda per migliorare la sicurezza idraulica, interventi lungo il reticolo delle acque e lo spostamento del campo base in un’area industriale dismessa di Ghislarengo. La durata prevista dei lavori è di circa tre anni.

Un’opera attesa da decenni e al centro del dibattito

La Pedemontana piemontese affonda le proprie radici negli anni Settanta, quando comparve tra le infrastrutture strategiche della Regione Piemonte. Da allora il progetto ha attraversato modifiche di tracciato, confronti politici, ricorsi, espropri e autorizzazioni, fino all’avvio dei cantieri previsto per oggi.

Nelle ultime settimane non sono mancate le polemiche sulla paternità dell’opera. Fratelli d’Italia ha rivendicato il ruolo del Governo con lo slogan: «La Pedemontana riparte perché questo Governo mantiene gli impegni presi con il territorio». Ma la Lega ha voluto ricordare che «il ministro Salvini e il vice ministro Rixi hanno trovato le risorse mancanti». Di diverso tenore l’intervento della consigliera regionale Simona Paonessa del Pd: «Le infrastrutture di questa portata non nascono in una conferenza stampa né per iniziativa di un singolo partito o governo», sottolineando come il progetto sia il risultato di un percorso istituzionale iniziato molti anni fa.

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5 Commenti

1 Commento

  1. silvio

    6 Luglio 2026 at 9:32

    Soldi sprecati

  2. Daniele

    6 Luglio 2026 at 10:15

    Ovvimente nessuno che si chieda quale sia l’opportunita’ di un’opera che aveva certamente un senso trenta anni fa con i volumi di traffico da e per il biellese per tutto il comparto dei filati, oggi una cattedrale nel deserto del tutto inutile che finira’ abbandonata a meta’ per carenza di fondi o finita inusata comela BREBEMI e al quasi sicuro pagamento (che ovviamente verra’ esteso a tutta la tratta per cui biella cossato diventera’ a pedaggio)

  3. Marco Visita

    6 Luglio 2026 at 12:51

    Oohhh là! Adesso muoversi per eseguire l’opera e, possibilmente, senza interruzioni!

    Per chi non l’approva, o la critica, basta che non la percorra mai (nemmeno per emergenza od eventualmente per “l’ultimo viaggio”). Per coerenza.

    • Daniele

      7 Luglio 2026 at 9:32

      Il benaltrismo lo lascio volentieri a lei, la realta’ e’ che avviamo un cantiere basato su un progetto pensato, creato e fatto per gli anni 90 del fasto biellese, quandop nel 2026 non abbiamo piu’ nulla.
      Poi mi fate conoscere chi per andare a Milano o Torino da BIELLA andra’ fino a Romagnano per poi scendere fino a prendere l’A4 quando con nemmeno venti minuti senza pagare da Biella entro a Carisio o Santhia’ e da li decido se andare a nord o a sud.
      Beati voi che ve ne fregate dei soldi bruciati in tasse da una classe politica inadatta.

  4. Marco Signori

    6 Luglio 2026 at 19:33

    Ovviamente il PD non può fare altro che fare polemica, dato che loro non sono stati in grado di far mettere un solo euro in questa opera. Bravi solo a dare aria ai denti.

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