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Valduggia capitale delle bocce: tanti campioni in paese

Presenti all'appello giocatori da tutto il nord Italia e di tutte le età.

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Valduggia capitale delle bocce con giocatori da tutto il nord Italia e di tutte le età.

Valduggia capitale delle bocce

Da tutto il nord Italia per giocare a bocce insieme. Sono stati numerosi gli appassionati del mondo bocciofilo ad aver partecipato al raduno organizzato venerdì a Valduggia. All’evento hanno preso parte vecchie glorie dello sport, tra cui anche giocatori che si sono messi in risalto nei campionati mondiali, europei e italiani. Sono stati circa 25 i giocatori di qualunque età a sfidarsi: in campo c’erano ragazzi di 16 anni, ma persone della classe 1944. All’organizzazione della giornata dedicata al mondo bocciofilo sono stati alcuni appassionati del genere che si sono riuniti nel gruppo “Bocce e sentimento”.

Bilancio positivo

«E’ andato tutto ben oltre ogni nostra aspettativa – commenta Piervincenzo Lauti, uno degli organizzatori -: fin da quando è girata la voce di questa manifestazione ci sono arrivate le adesioni. E ancora fino alla mattinata dell’incontro abbiamo avuto iscrizioni». Venerdì i partecipanti inizialmente sono stati accompagnati a visitare il museo delle campane presente a Valduggia, successivamente hanno pranzato insieme e nel pomeriggio, nei campi della bocciofila valduggese, hanno preso il via gli incontri. «E’ stata una giornata dedicata al gioco delle bocce ma senza competizione – continua Lauti -: è stata l’occasione per fare un confrontare tra le vecchie glorie con i nuovi giocatori che si stanno cimentando in questo sport. Un incontro non agonistico, insomma, tra generazioni, diverse per età ma anche per tecniche di gioco».

Uno sport vivo

Al raduno valduggese sono arrivati giocatori provenienti anche da molto lontano: «Ci ha fatto molto piacere che abbiano partecipato persone del Friuli – prosegue –, come per esempio la giovane campionessa Caterina Venturini, della Valle d’Aosta, della Liguria e ovviamente dal Piemonte. E’ stata la dimostrazione che lo sport delle bocce non è assolutamente sparito, ma anzi è ancora vivo anche tra le nuove leve. Ci piacerebbe che le bocce vengano ancora diffuse tra i giovani, magari anche a scuola, proprio come succede in alcuni grandi centri».
Al termine degli incontri, si è svolta la cerimonia di premiazione, seguita da una cena al circolo Csen. Considerato il successo avuto, la medesima iniziativa potrebbe ripetersi: «Considerato che il bocciodromo è stato gremito per tutto il giorno, non solo di giocatori ma anche di spettatori – conclude Lauti -, il bis è auspicabile: ai giocatori e alla gente è piaciuto quindi magari potrà essere riproposto al termine del campionato».

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