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Valduggia riscopre i poeti dialettali: 27 autori all’incontro

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Valduggia riscopre la magia e la ricchezza della poesia dialettale dopo la lunga pausa dovuta all’emergenza sanitaria.

Valduggia riscopre la poesia dialettale

Dopo una lunga attesa, domenica scorsa Valduggia ha incontrato di nuovo alcuni dei suoi artisti: è stato infatti ospitato il dodicesimo Incontro di poesia dialettale valduggese. Al salone polivalente “Paolo Franchi” si sono dati appuntamento ventisette autori locali, per riprendere le fila di un discorso rimasto bloccato due anni a causa della pandemia. E proprio la soddisfazione per essere riusciti a rimettere in moto la macchina organizzativa della rassegna è stata espressa dal sindaco Luca Chiara: «Siamo felici di aver ripreso una tradizione, e vorremmo d’ora in avanti ospitare i poeti in primavera, perché le comunicazioni sono facilitate da giornate più lunghe e condizioni metereologiche maggiormente favorevoli».

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I poeti

Hanno accolto l’invito del Comune di Valduggia per leggere le loro poesie Giovanni Astori, Caterina Bocciolone, Walter Magnone, Gian Piero Paracchini e don Dante Airaga di Valduggia, Davide Cerutti, Rodolfo Lamine, Marino Vidali di Serravalle, Maria Caterina Ferro di Borgosesia, Maria Rosa Guaglio di Quarona, Giorgio Salina e Giovanna Spitaleri di Varallo, Maria Rita Nobile e Lucia Rina Valazza di Romagnano, Mauro Imazio Agabio di Ghemme, Liliana Carola di Vigliano, Renato Giustina di Grignasco, Gianni Martinetti di Cavallirio. I poeti partecipanti alla rassegna ma che non hanno potuto presenziare sono Lia Fila Robattino, Gianni Monticelli e Giuseppe Patellaro, Renzo Dealberto, Primo Vittone, Pier Carlo Tacca, Alfredo Guiotti, Franco Franchi, Alessandro Maiocchi. Ai poeti è stato consegnato un attestato di partecipazione, accompagnato da un ventaglio personalizzato.

Le voci

«Il pomeriggio di poesia – evidenzia Piera Mazzone, direttore della biblioteca civica di Varallo – è stato aperto con il ricordo di Gianna Usellini che a causa del peggiorare delle condizioni di salute, non potrà più essere presente agli incontri. Questi tre anni di silenzio dovuto al Covid, hanno cambiato la vita di molte persone, e ciascuno ha racchiuso nella propria lirica un pezzo di vita vissuta, talvolta un ricordo doloroso, come quello di Liliana Carola che ha perso il marito. Tra i poeti ci sono state delle assenze, ma anche delle nuove voci: per la prima volta è stata ascoltata una poesia in siciliano, declamata da Giovanna Spitaleri che è sposata e vive a Varallo, accolta con molta attenzione, tanto da non rendersi necessaria la lettura della traduzione. Ha partecipato per la prima volta don Dante Airaga, già parroco di Valduggia, che sempre è stato presente a tutte le edizioni, ma quest’anno ha portato una sua poesia, nata dal cuore, scritta con la “supervisione linguistica” di Tito Rizzio e Caterina Bocciolone, perché don Dante è nativo della zona del Lago Maggiore. Tra le nuove “voci” anche Caterina Ferro, che ha sottolineato l’unicità del dialetto, in cui molte espressioni sono davvero intraducibili in italiano, e Maria Rosa Guaglio, tanto emozionata da non voler dapprima neppure leggere la sua poesia. Essendo il concorso a tema libero ciascuno ha utilizzato il registro che più gli era congeniale, da quello intimista a quello civile, al racconto in versi».
Due targhe sono state offerte a Piera Mazzone e a Walter Magnone, che collabora nell’organizzazione dell’evento, mentre un diploma di partecipazione è stato donato a Giona Colombo, presentatore dell’Incontro.

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