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Varallo gruppo speleo esplora i misteri del pozzo delle suore | LE FOTO

Il GESCAV si è concentrato anche sul passaggio segreto oltre il Mastallone.

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Varallo gruppo speleo esplora il pozzo delle suore: «Nessun mistero, c’era solo un rosario».

Varallo gruppo speleo esplora i misteri del pozzo delle suore

Prosegue incessante l’attività di studio e ricerca del Gescav (Gruppo esplorazione e studi cavità artificiali Valsesia) nei siti storici di Varallo, soprattutto per quanto concerne l’interessante e inesplorato mondo sotterraneo. Nel mese di maggio il gruppo ha realizzato una vera “full immersion” per lo studio strutturale idraulico del pozzo medievale sito nel chiostro del convento di Santa Maria delle Grazie a Varallo.

Operazione documentata

L’operazione autorizzata dal Comune (presente all’evento lo stesso sindaco Eraldo Botta) e dalle suore al cospetto della superiora suor Maria Grazia, è stata eseguita in modo non invasivo. Lo studio fatto sulla struttura idraulica del pozzo, le foto e i filmati subacquei possono essere visionati da tutti gli interessati nella nuova sede del Gescav a Villa Barbara, messa a disposizione dal Comune di Varallo, il venerdì sera dopo le 21 telefonando preventivamente al 331.8482438, 347.9771264 o 347.2262302.

Guarda la galleria di immagini.

Mistero e leggende

L’alone di mistero che aleggia intorno a questo pozzo secolare è conosciuto a ogni varallese “doc” e intorno a esso si è detto di tutto e forse anche di più. «Era anche nostra intenzione sfatare o confermare quanto più o meno leggendariamente si è detto su questo pozzo – , dice Ferruccio Baravelli del Gescav -. Sicuramente dai filmati possiamo dimostrare, senza ombra di dubbio, che nulla di strano o imprevedibile è depositato all’interno e sul fondo di questo pozzo. Una cosa che ha colpito tutti, un rosario in legno che Dio solo sa da quanti secoli stia galleggiando in quell’acqua. La seconda è che dopo mezzo millennio l’acqua di quel pozzo era molto limpida e pulita. In quell’epoca i frati che lo avevano costruito, raccogliendo “sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta”, ideando un sistema di vasche di decantazione efficace a tal punto che ancora oggi l’acqua risulta pulita e tersa».

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