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Varallo mobilitata per la chiesetta di San Pantaleone

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Varallo mobilitata per la chiesetta di San Pantaleone che sorge lungo la mulattiera che collega la zona del ponte del Busso alla piccola località di Bullio.

Varallo si mobilita per salvare San Pantaleone

Varallo si mobilita per salvare l’antico oratorio di San Pantaleone che sorge lungo la mulattiera che collega la zona del ponte del Busso alla piccola località di Bullio, dall’altro lato del Mastallone rispetto alla carrozzabile che porta alle Pianebelle. Un luogo che ha preservato il suo fascino nonostante da tempo versi in uno stato di completo abbandono.

Gruppo facebook

E così per iniziativa di un gruppo di varallesi è maturato il desiderio di strapparlo all’incuria. Il primo passo, in questo momento di chiusura forzata in casa, è stato unire le forze su Facebook, come racconta Ferruccio Baravelli che il 9 marzo ha creato sulla famosa piattaforma digitale il gruppo pubblico “Pro ricostruzione chiesetta di San Pantaleone” e che oggi conta già circa 120 iscritti.

Riqualificazione difficile

Da allora molti gli interventi e i post curiosi comparsi sul gruppo Facebook: foto, disegni, ricordi, idee che dimostrano l’attaccamento dei varallesi a questo piccolo oratorio e la volontà di tentarne un recupero, non senza problemi. «La difficoltà a recuperare questo immobile – racconta Baravelli – è triplice: il primo problema è che le condizioni sono seriamente compromesse, ma non lo sono irrimediabilmente».

Tre problemi

«Il secondo che la proprietà è privata, come risulta da tutte le verifiche compiute sino ad ora. Il geometra Giuseppe Manzone è molto vicino a questo progetto e ha già realizzato uno studio per il suo recupero, assolutamente fattibile. Poi, se si supererà questo scoglio, il terzo problema sarà quello di recuperare i fondi necessari anche solo per un primo intervento conservativo».

Se ne riparla dopo l’emergenza

«Mi sono già mosso in tutte le direzioni per affrontare quantomeno le prime due incognite e ho avuto un primo contatto con l’assessore Alessandro Dealberto, molto attento alla questione e membro dello stesso gruppo su Fb. Io veramente un piano d’azione l’ho già ben chiaro in mente, ma nulla può realizzarsi sino alla fine di questa emergenza e finché non possiamo uscire di casa per occuparcene».

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