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Varallo, storico restauro per la Madonna Dormiente del Sacro Monte

È una delle raffigurazioni della Vergine più amata dalla popolazione

Dopo circa settant’anni, la Madonna del Sacro monte lascerà temporaneamente il suo posto per essere restaurata. Sarà restituita alla sua teca a lavori ultimati.

L’intervento riguarderà gli indumenti, tra cui spicca il vecchio manto, e il simulacro stesso, che durante i lavori verrà sostituito da un’immagine che ricorda la Vergine.

Collocata nella cripta sotto la basilica dell’Assunta, la statua è forse uno dei tesori del santuario più amati dai varallesi: «Si tratta di una devozione sentita, costante e generalizzata – commenta il rettore del Sacro Monte, padre Giuliano Temporelli -. Chiunque entri in chiesa scende subito nello scurolo: l’attaccamento alla Vergine dormiente è davvero molto forte».

Come testimonianza del profondo significato attribuito a questa statua dalla comunità di Varallo, a circondarla ci sono centinaia di quadretti e disegni, fotografie, medagliette e scritte poste in ricordo e riconoscimento di grazie ricevute. A quando risalga, però, l’origine di questo culto è una questione ancora avvolta dal mistero. «La leggenda vuole che la statua sia giunta in Valsesia da Costantinopoli, nel periodo in cui molte opere venivano portate in Europa dall’oriente per essere salvaguardate dai turchi – spiega padre Temporelli -. Una seconda ipotesi ne attribuisce la paternità a Gaudenzio Ferrari, ma non abbiamo certezze».

L’unica notizia sicura sul passato della Madonna dormiente è la sua collocazione precedente a quella attuale. Il luogo dove oggi sorge l’albergo “Casa del pellegrino” era un tempo conosciuto come “Monte Sion”: qui una piccola chiesa racchiuse la statua fino alla costruzione della basilica, i cui lavori si aprirono nel Seicento.

La teca che oggi protegge la Madonna del Sacro Monte fu invece donata dalla comunità e dalla parrocchia di Varallo nel 1949, anno di una manifestazione di ricordo tenutasi in città: l’ultima occasione che fece spostare il tanto amato simulacro dal santuario. A quel giorno risale la fotografia conservata, e gentilmente concessa a Notizia Oggi, da Carla Viassone, all’epoca una dei tanti bambini che si riunirono per salutare il passaggio della Madonna. «I ricordi che ho di quel giorno li devo ai racconti della mia mamma – racconta la varallese -. Nel mio cassetto della memoria non rimangono che tanti fiori di carta, preparati con cura per l’occasione dalle donne del paese».