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Condannato il rapinatore che assaltò le Poste di Borgosesia

Tre imputati per il colpo in via Vittorio Veneto e per un episodio analogo a Candelo. Uno solo riconosciuto colpevole.

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La rapina alle Poste di Borgosesia, avvenuta il 3 giugno 2025 nell’ufficio di via Vittorio Veneto, si è conclusa con una condanna pronunciate dal tribunale di Vercelli nei confronti dei tre malviventi finiti a processo. Gli inquirenti hanno collegato quel colpo a un’altra rapina messa a segno poco dopo a Candelo.

Secondo la ricostruzione emersa nel procedimento, quella mattina alle 9.30 un uomo con il volto coperto entrò nell’ufficio postale di Borgosesia impugnando una pistola. Si diresse subito verso lo sportello e intimò agli impiegati di consegnare il denaro contante. Dopo aver svuotato le casse, si allontanò su un monopattino elettrico.

Il collegamento con la rapina di Candelo

Gli investigatori riuscirono in poco tempo a mettere in relazione l’episodio di Borgosesia con la rapina avvenuta il 17 giugno 2025 all’ufficio postale di Candelo. Anche in quel caso il colpo fu compiuto con modalità violente e fruttò circa 600 euro in contanti.

Secondo la Procura, ricostruzione poi accolta dal tribunale, un uomo armato e con il volto coperto fece irruzione nell’ufficio postale di Candelo e sparò un colpo al soffitto per intimidire clienti e dipendenti. Poi si impossessò del denaro e uscì in strada, dove mise in scena la fuga con un’auto guidata da un complice.

La fuga e gli spari in strada

Il piano prevedeva anche il finto impossessamento di una vettura: l’uomo esplose un secondo colpo per costringere il conducente, indicato dagli investigatori come un complice, ad allontanarsi. Durante la fuga sparò ancora a scopo intimidatorio contro un automobilista che lo stava inseguendo dopo essere stato tamponato.

La corsa terminò nei pressi della stazione dismessa di Chiavazza, dove il veicolo venne incendiato. Il processo si è svolto con rito abbreviato davanti al tribunale di Vercelli. Sommando le pene inflitte ai tre imputati, il giudice ha disposto complessivamente 15 anni e un mese di reclusione.

Le condanne decise dal giudice

La pena più alta è stata inflitta a Giovanni F., 46 anni, biellese: per lui sono stati stabiliti 5 anni e 4 mesi di reclusione e 2.200 euro di multa. È stato ritenuto l’autore materiale della rapina di Candelo e l’unico riconosciuto colpevole anche del colpo alle Poste di Borgosesia.

Una volta scoperto, Giovanni F. aveva ammesso le proprie responsabilità, facendo ritrovare anche la pistola e indirizzando le indagini. Il giudice ha confermato sostanzialmente l’impianto accusatorio della Procura e le pene richieste dal pubblico ministero.

Gli altri imputati a processo

Per la sola rapina di Candelo è stato condannato anche Antonio P., 40 anni,a 5 anni di reclusione. Nei suoi confronti è invece arrivata l’assoluzione per la rapina di Borgosesia. Stessa assoluzione per i fatti di Borgosesia anche per Franco R., 65 anni, residente nel Verbano. Il giudice lo ha però condannato a 4 anni e 9 mesi di reclusione per il ruolo riconosciuto nella rapina di Candelo.

Le decisioni del tribunale chiudono così il primo passaggio giudiziario su due rapine che avevano destato forte preoccupazione tra Borgosesia, Candelo e il Biellese, anche per l’uso dell’arma e per le modalità della fuga.

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