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Cronaca Novarese -

Ghemme giovane sotto processo per il furto al centro estivo

Il 23enne è accusato di avere agito insieme a un amico, minorenne all'epoca dei fatti.

ghemme giovane

Ghemme giovane in tribunale deve rispondere del furto avvenuto cinque anni fa al centro estivo.

Ghemme giovane a processo

È aperto il processo per il furto avvenuto cinque anni fa al centro estivo di Ghemme. Erano spariti un proiettore, la consolle e le cassette per i videogiochi che avrebbero dovuto essere utilizzati dai bambini da lì a pochi giorni. Adesso il presunto autore del furto deve risponderne in tribunale: si attende la sentenza per marzo. Il 23enne di origine marocchina, residente in paese, era stato identificato grazie alla testimonianza di un gruppo di ragazzini. Il ladruncolo era entrato rompendo un vetro, aiutato da un amico, al tempo minorenne; entrambi avevano ammesso la loro colpa durante gli interrogatori dei carabinieri di Ghemme, che hanno condotto l’operazione.

Il furto

La vicenda risale alla notte tra il 22 e il 23 luglio del 2015, quando i due, dopo aver rotto un vetro, si erano introdotti in un’aula trafugando il materiale che gli animatori dei centri estivi comunali utilizzavano giornalmente per le attività dei ragazzi e che avevano lasciato lì per evitare di trasportarlo ogni giorno da casa a scuola. La coppia di ladruncoli, per completare l’opera, prima di scappare con la refurtiva, aveva anche aperto un frigorifero all’interno della scuola, consumando alcuni generi alimentari e poi disseminato i locali di bottiglie di birra.

Le indagini

Sulle tracce dei responsabili sono però arrivati quasi subito i carabinieri della stazione di Ghemme. Gli agenti, dopo un primo sopralluogo e i rilievi del caso, hanno cominciato a interrogare alcuni ragazzi del paese, riuscendo nel giro di pochi giorni a dare un nome e un cognome agli autori del furto. I due, ormai con le spalle al muro, hanno ammesso la loro colpa, offrendosi anche di ripagare l’attrezzatura trafugata, dal valore di poche centinaia di euro. La consolle e il proiettore erano stati venduti a un ricettatore. Nelle ore immediatamente successive al furto, alcuni genitori avevano organizzato una colletta per dare una mano agli animatori.

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