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Cronaca

La ”Festa dell’aria” di Varallo è ormai un capitolo chiuso

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Dopo la caduta dell’elicottero nel 2014, si è avviato il procedimento con l’accusa di disastro aereo. Ma finora ci sono state solo due udienze tecniche

Salta la “Festa dell’aria” a Roccapietra per il secondo anno consecutivo. La manifestazione, che per quattro edizioni è stata organizzata dal Gruppo piloti Valsesia, l’associazione che gestisce la pista di volo che sorge nella zona dell’area industriale della frazione varallese, è ormai sempre più un ricordo. Non altrettanto si può dire dell’incidente in cui rischiarono la vita i cinque passeggeri a bordo, compreso il pilota: per loro, è presumibile, è stata un’esperienza difficilmente cancellabile dalla mente e dal cuore.

Era il 22 settembre 2014 quando, durante la quarta edizione della manifestazione in corso sull’aviosuperficie per ultraleggeri “Marc-Ingegno”, si sfiorò la tragedia sotto gli occhi di centinaia di persone. Un elicottero di una ditta biellese che effettuava giri turistici mentre era in fase di atterraggio si schiantò sul prato: a bordo vi erano oltre il pilota, una famiglia di Roccapietra, padre, madre e il figlio di 16 anni, e un altro passeggero. Tutti si salvarono. Solo il giovane riportò ferite gravi ma dopo un mese circa di ospedale, potè fare ritorno a casa.

Il velivolo, posto subito sotto sequestro, fu poi portato nel vicino deposito dei vigili del fuoco di Roccapietra, a disposizione degli esperti per le perizie del caso. E da allora è rimasto lì, nulla è cambiato, solo il telone che lo ricopre è ormai a brandelli. Anche il processo, avviato al termine delle indagini un anno fa, sembra essere lontano dalla conclusione: le accuse sono di disastro aereo. Tra i coinvolti c’è anche Alberto Marchini, presidente del Gruppo piloti valsesia e anima della manifestazione. «Abbiamo organizzo la Festa dell’aria con tanto impegno per alcuni anni – commenta -, ci dava visibilità e soprattutto era riuscita a conquistare l’interesse di centinaia di persone e di avvicinarle alla passione per il volo. Poi, purtroppo, c’è stato l’incidente e tutto è cambiato».

Da due anni tutto è fermo, solo i voli privati proseguono sulla pista per ultraleggeri di Roccapietra. Nessuna manifestazione è stata più proposta in attesa dell’esito del processo. Che però non sembra proseguire. «Finora ci sono state due udienze preliminari tecniche – dichiara Marchini -, nulla di più. Però tutto questo ci ha ovviamente portato a non organizzare più la Festa dell’aria, così come altre manifestazioni pubbliche sull’avio-superficie. Venire coinvolto in un fatto del genere, con tutte le conseguenze che ha comportato, non è facile da digerire visto che io, come tutti i componenti dell’associazione, non ci siamo mai ritenuti responsabili della caduta dell’elicottero. Il velivolo era di una ditta privata ed effettuava voli turistici, non c’entrava niente con la manifestazione vera e propria. Ma ovviamente vedremo cosa deciderà la giustizia».

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