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Pacchi “da sfigati” ai poveri, aiuti sostanziosi ai ricchi. Covid, scandalo nel Vercellese | VIDEO

Arresti domiciliari per il sindaco di San Germano, un ex assessore, un consigliere, un ex dipendente e altre sette persone.

Pacchi “da sfigati” ai poveri, aiuti sostanziosi ai ricchi. Covid, scandalo nel Vercellese. Arresti domiciliari per il sindaco di San Germano, un ex assessore, un consigliere, un ex dipendente e altre sette persone.

Pacchi “da sfigati” ai poveri, aiuti sostanziosi ai ricchi. Covid, scandalo nel Vercellese

La sindaca di San Germano Vercellese, Michela Rosetta (in quota Lega), è da questa mattina, venerdì 15 gennaio, agli arresti domiciliari. Stessa sorte per il consigliere comunale, all’epoca dei fatti assessore, Giorgio Carando. Nella rete dei carabinieri anche Maurizio Bosco, consigliere comunale, già vicesindaco del medesimo Comune, nonché un 62enne ex dipendente comunale, più altri sette privati cittadini tra i quali due impresari edili.

Cos’hanno combinato? Come riporta Prima Vercelli, secondo l’accusa, distribuivano a chi volevano le derrate alimentari acquistate dal Comune di San Germano Vercellese con i fondi Covid, ovvero gli aiuti alimentari per i cittadini in difficoltà economiche in relazione alla pandemia.

Toglieva aiuti Covid ai poveri per darli ai ricchi

Invece di darli ad anziani non autosufficienti con redditi modestissimi e stranieri in situazione di evidente difficoltà, con figli minori e disabili, i pacchi finivano anche a nuclei familiari con redditi oltre i 7mila euro mensili. L’ipotesi di reato è peculato, falsità materiale e falsità ideologica in atto pubblico commessa dal pubblico ufficiale, abuso d’ufficio e distruzione di beni sottoposti a vincolo culturale. L’indagine è stata attuata anche attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, ed in particolare grazie alle microspie installate nel locale magazzino del Comune dove venivano smistate le derrate.

“Il pacco da sfigati”

Sarebbero gli stessi pubblici ufficiali arrestati che, nel corso di una intercettazione, commentano il proprio operato ammettendo di fare “figli e figliastri” e di consegnare, ai soggetti a loro meno graditi, il “pacco da sfigati”, ovvero di minor valore per tipologia e quantità dei beni contenuti.

Particolarmente significativa la vicenda di una cittadina extracomunitaria in gravi difficoltà economiche, alla cui richiesta di evitare l’invio di alimenti che lei ed i suoi figli non avrebbero consumato per motivi religiosi, ha fatto seguito, su disposizione del Sindaco, la mancata erogazione di ulteriori aiuti e la distruzione dagli atti del protocollo della richiesta recapitata in Comune dalla donna.

In compenso compravano pure le capesante

Accanto alla distribuzione fortemente iniqua delle derrate alimentari, è contestato l’acquisto, da parte del Comune con fondi pubblici, di generi alimentari non essenziali, come nel caso di taluni prodotti surgelati, quali mazzancolle tropicali e capesante. Per il solo Carando sono altresì stati accertati episodi, monitorati dai militari dell’Arma sia attraverso le intercettazioni tra presenti sia mediante monitoraggio satellitare della sua autovettura, in cui questi, avvalendosi delle proprie funzioni, ha avuto accesso al magazzino ove erano custodite le derrate, asportando una parte consistente di prodotti di cui si è impossessato a vantaggio proprio o dei propri familiari.
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