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Violenza e rapina a Quarona: assolto dopo due anni

Durante le varie udienze alcune testimonianze sono apparse contrastanti, l’episodio non è emerso nei termini prospettati, e così il quadro accusatorio è caduto.

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Violenza e rapina a Quarona: assolto dopo due anni.  Il 39enne era accusato di lesioni, violenza sessuale, danneggiamento e rapina. A suo carico il pubblico ministero aveva chiesto una pena a due anni e sei mesi di reclusione, mentre l’avvocato difensore aveva puntato sulla richiesta di assoluzione.

Violenza e rapina a Quarona: assolto dopo due anni

I fatti contestati risalgono a una sera dell’aprile 2017. Tutto parte da una serata in un bar dove tutti forse hanno esagerato un po’ con l’alcol. Stando alla ricostruzione effettuata dalla pubblica accusa, il 39enne si sarebbe avvicinato a un gruppetto di ragazze iniziando a fare avances a una di loro.
Questa avrebbe rifiutato l’approccio, ignorandolo. Non contento l’uomo, sempre secondo quanto sostenuto dall’accusa, si sarebbe buttato addosso alla donna cercando di strapparle la maglietta e i pantaloncini. La ragazza si era ribellata con tutta la sua forza, aiutata anche dalle amiche. Ma non era finita qui.

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Una volta riuscite a fuggire dalla furia dell’aggressore le ragazze si erano rifugiate in auto, ma il 39enne le avrebbe seguite scagliandosi contro la vettura danneggiando la carrozzeria. Il gruppo di giovani era poi riuscito ad allontanarsi e aveva denunciato subito la vicenda ai carabinieri. Tra l’altro la ragazza presa di mira per l’accusa era stata anche picchiata dall’aggressore e aveva avuto una prognosi di una decina di giorni, cinque giorni invece all’amica che aveva tentato di difenderla ricevendo una sberla dall’uomo. A carico del 39enne c’era anche l’accusa di rapina, visto che durante la colluttazione avrebbe sottratto un anello e una catenina a una delle ragazze del gruppo.

L’assoluzione in tribunale

L’uomo difeso dall’avvocato Marina Bisconti ha però sempre negato la ricostruzione, proclamandosi del tutto innocente. E appositamente aveva scelto il rito ordinario del processo senza scorciatoie perchè convinto della propria versione dei fatti . In effetti, durante le varie udienze alcune testimonianze sono apparse contrastanti, l’episodio non è emerso nei termini prospettati, e così il quadro accusatorio è caduto. Alla fine è arrivata una sentenza di assoluzione che chiude la vicenda. A meno di un ricorso della Procura.

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