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Borgosesia le code davanti alla Posta arrivano in Parlamento

Il sindaco e deputato Paolo Tiramani ha presentato una interrogazione al ministro dello sviluppo economico.

Orari ridotto

Borgosesia le code davanti alla Posta: i cittadini reclamano e chiedono il ripristino dell’orario.

Borgosesia le code davanti alla Posta

Ancora file di persone in attesa fuori dalle Poste di Borgosesia. E ora le code finiscono in Parlamento. Il sindaco e deputato Paolo Tiramani ha presentato una interrogazione al ministro dello sviluppo economico per chiedere spiegazioni sul protrarsi della situazione (orario ridotto e difficoltà a prendere appuntamenti) che sta coinvolgendo l’ufficio di via Vittorio Veneto con le conseguenti lamentele da parte dei cittadini.

Continue segnalazioni

Non passa giorno che i clienti non segnalino le lunghe attese all’esterno dell’ufficio, con code che talvolta arrivano a quindici-venti persone. Le difficoltà appaiono legate all’orario ridotto (sino alle 13.35) che obbliga gli utenti a concentrarsi davanti all’ufficio in un lasso ridotto di tempo e la mancata possibilità di fissare appuntamenti. Dei reclami dei cittadini si è fatto portavoce il sindaco con una lettera (inviata tre settimane fa) in cui chiedeva di rivedere l’attuale organizzazione per assicurare una maggiore disponibilità.

Soluzioni insufficienti

«Invito che è rimasto senza risposta, se non un comunicato in cui si ribadisce la necessità di un accesso scaglionato negli uffici per evitare assembramenti e rispettare le norme sanitarie» osserva Tiramani, che ora ha deciso di dare ufficialità alle lamentele con una interrogazione ministeriale: «Mi auguro un intervento diretto del ministro per tornare ad assicurare ai cittadini un servizio regolare, visto che le soluzioni attivate da Poste si sono rivelate insufficienti».

Contro il distanziamento sociale

Che sia il ritorno all’orario pieno, l’incremento degli appuntamenti o una diversa gestione delle richieste, una soluzione per il primo cittadino va trovata rapidamente, «anche perché – sottolinea – le file di persone in attesa vanno all’esatto opposto dell’esigenza del distanziamento sociale». E su questo aspetto che insiste l’interrogazione: «Se è comprensibile e accettabile il periodo di disagio in cui tutti a vario modo siamo rimasti coinvolti, lo è senz’altro meno ora che i servizi pubblici del settore postale hanno ricominciato a funzionare, sebbene con le opportune cautele» evidenzia il deputato.

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