CronacaFuori zona
Investito in retromarcia dopo la lite: il pm chiede 12 anni
Alle battute finali il processo dopo la notte di follia davanti a un locale del Vercellese.
Investito in retromarcia dopo la lite: il pm chiede 12 anni. Alle battute finali il processo dopo la notte di follia davanti a un locale del Vercellese.
Investito in retromarcia dopo la lite: il pm chiede 12 anni
Dodici anni di carcere per tentato omicidio: questa la richiesta dell’accusa. Si avvia verso la fase decisiva il procedimento giudiziario legato al violento episodio avvenuto nella notte dell’8 novembre 2025 all’esterno del locale Fallo Semplice, a Caresanablot. La procura di Vercelli ha avanzato richieste di condanna per due giovani: oltre al giovane che era al volante dell’auto, anche un amico che avrebbe tentato di “coprirlo”.
Al centro dell’inchiesta c’è un grave investimento: un giovane di 28 anni venne travolto più volte da un’auto, riportando lesioni gravissime che lo costrinsero a un lungo ricovero in condizioni critiche. Nello stesso episodio rimase ferito anche un minorenne.
La richiesta dell’accusa
Per il principale imputato, un 22enne, la procura ha chiesto una condanna a 12 anni di carcere con l’accusa di tentato omicidio, oltre alle lesioni personali per il coinvolgimento del minorenne. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato lui alla guida di un’Audi RS3 che, al culmine di un alterco nato fuori dal locale, avrebbe effettuato una manovra in retromarcia investendo le vittime che si trovavano alle spalle del veicolo.
Più lieve la richiesta nei confronti di un 23enne accusato di favoreggiamento: per lui il pubblico ministero ha proposto una pena di un anno e otto mesi, ritenendo che abbia tentato di coprire il conducente dichiarando di non aver visto chi fosse al volante.
Patteggiamento per il padre dell’imputato
Nel fascicolo compare anche la posizione del padre del principale imputato. Dopo l’investimento si era presentato davanti all’ospedale Sant’Andrea, dove era stato trasportato il ferito, armato di una pistola a salve modificata. In quell’occasione aveva minacciato gli amici della vittima ed esploso alcuni colpi. Per lui è stata avanzata una proposta di patteggiamento pari a 1.400 euro.
Le vittime si sono costituite parte civile attraverso i propri legali. Il processo proseguirà nelle prossime settimane: a maggio è attesa una nuova udienza per eventuali repliche, prima della sentenza.
Foto d’archivio
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