CronacaFuori zona
Anziano aggredito in casa insieme alla sorella: arrestato un ventenne
Tentata rapina a Masserano dopo una telefonata di un falso maresciallo. Le urla delle vittime allertano i vicini, decisivo l’intervento dei carabinieri.
Un ventenne di nazionalità tunisina è stato arrestato giovedì 29 ottobre a Masserano dai carabinieri della compagnia di Cossato, con l’accusa di tentata rapina ai danni di un uomo di oltre ottant’anni. Il giovane è stato fermato nel primo pomeriggio, al termine di un episodio che ha coinvolto anche la sorella dell’anziano. A far scattare l’intervento sono state le grida provenienti dall’abitazione, udite da alcuni vicini.
L’operazione è stata condotta dai militari del nucleo operativo e radiomobile, che si trovavano già nella zona per i consueti servizi di controllo del territorio. Il loro arrivo ha consentito di intercettare il sospettato nelle immediate vicinanze della casa, prima che potesse allontanarsi. Un intervento tempestivo che ha impedito la fuga del giovane, successivamente accompagnato in caserma per gli accertamenti.
La telefonata del falso maresciallo per farsi consegnare i gioielli
Tutto era cominciato con una chiamata al telefono fisso dell’ottantenne. Dall’altra parte della linea, uno sconosciuto si era presentato come un maresciallo dei carabinieri, raccontando una vicenda apparentemente molto seria. Secondo il suo racconto, l’automobile dell’anziano sarebbe stata utilizzata per una rapina. Un espediente studiato per preoccupare la vittima e convincerla a collaborare.
Il sedicente militare aveva quindi annunciato che sarebbe arrivato un ufficiale giudiziario per effettuare alcune verifiche. La persona incaricata avrebbe dovuto controllare contanti e oggetti preziosi presenti nell’abitazione, così da escludere eventuali collegamenti con il presunto reato. Una richiesta che nascondeva il tentativo di impossessarsi dei beni custoditi dall’anziano, ignaro delle reali intenzioni del suo interlocutore.
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L’anziano si oppone, spintonata anche la sorella
Poco dopo la telefonata, un giovane si è effettivamente presentato alla porta dell’abitazione, cercando di ottenere la consegna dei preziosi. Il proprietario aveva preparato una scatola contenente alcuni oggetti di valore, seguendo le indicazioni ricevute al telefono. Ma quando l’uomo ha tentato di impossessarsene, l’anziano si è opposto alla consegna dei gioielli, facendo precipitare la situazione.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il giovane avrebbe reagito usando la forza, spintonando il proprietario di casa. Anche la sorella, intervenuta per aiutare il fratello, sarebbe stata spinta durante il tentativo di sottrarre la scatola. La situazione è rapidamente degenerata in un’aggressione, accompagnata dalle urla che hanno richiamato l’attenzione delle persone residenti nelle vicinanze.
I vicini chiamano il 112, arresto prima della fuga
Proprio i vicini hanno avuto un ruolo determinante nella vicenda. Sentendo le richieste di aiuto provenire dall’abitazione, hanno contattato il numero unico di emergenza 112, consentendo l’immediato invio di una pattuglia. I carabinieri hanno raggiunto la zona in pochi istanti e individuato il ventenne a breve distanza dalla casa, riuscendo a bloccarlo prima che potesse dileguarsi.
Il giovane è stato arrestato in flagranza e, dopo le comunicazioni al pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Biella, trasferito nella casa circondariale del capoluogo, in attesa dell’udienza di convalida. L’accusa formulata nei suoi confronti è di tentata rapina. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, fino a un’eventuale condanna definitiva, resta valida la presunzione di innocenza.
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