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Alle “Molinette” salvato un 32enne con organi interni invertiti
A Torino eseguito un trapianto (durato 17 ore) che non ha precedenti al mondo.
Alle “Molinette” salvato un 32enne con organi interni invertiti. A Torino eseguito un trapianto che non ha precedenti al mondo.
Alle “Molinette” salvato un 32enne con organi interni invertiti
Per la prima volta al mondo un paziente nato con organi disposti “a specchio” è stato salvato grazie a un trapianto combinato di cuore e fegato in blocco. L’intervento è stato eseguito all’ospedale “Molinette” di Torino su un 32enne affetto da situs viscerum inversus, una rarissima condizione congenita che comporta l’inversione completa degli organi interni.
Il giovane, originario della Campania, conviveva dalla nascita con una grave cardiopatia congenita, già trattata con tre interventi a cuore aperto tra infanzia e adolescenza. Col tempo, però, le complicanze cardiache avevano provocato un progressivo deterioramento del fegato, evoluto in cirrosi e, nell’ultimo anno, in carcinoma epatico. Le terapie locali avevano inizialmente contenuto la malattia, ma la comparsa di un nuovo nodulo aveva reso inevitabile il trapianto combinato, unica possibilità di sopravvivenza.
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Una sfida per la medicina
La presenza del situs viscerum inversus rappresentava una sfida eccezionale: impiantare organi donati con anatomia “normale” in un corpo con disposizione invertita richiedeva una strategia mai sperimentata prima. Il paziente è stato quindi affidato a un’équipe multidisciplinare torinese che ha deciso di inserirlo in lista per un trapianto cuore-fegato in blocco, mantenendo i due organi uniti per facilitare le connessioni vascolari.
Quando è stato individuato un donatore compatibile, si è attivata una complessa macchina organizzativa coordinata dal Centro nazionale trapianti e dalla rete regionale piemontese. L’intervento, durato complessivamente 17 ore (oltre 12 di chirurgia effettiva), ha richiesto soluzioni tecniche innovative: nuove connessioni vascolari e l’utilizzo di segmenti di vasi del donatore per adattare il blocco cuore-fegato all’anatomia invertita del paziente.
Buono il decorso post-operatorio
Al termine dell’operazione il cuore ha ripreso a battere e il fegato a funzionare regolarmente. Il decorso post-operatorio, complesso ma positivo, è stato gestito dalla Cardio-Rianimazione e dalle équipe specialistiche coinvolte. Oggi il 32enne è ricoverato in area semintensiva chirurgica e il percorso di riabilitazione procede favorevolmente.
Un risultato che segna una nuova frontiera nei trapianti combinati e conferma l’eccellenza torinese in ambito cardiochirurgico e trapiantologico a livello internazionale.
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