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Omegna in silenzio per l’ultimo saluto a Matteo Piazza, morto a 27 anni

Lutto nel Cusio per un giovanissimo portiere d’albergo.

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Omegna in silenzio per l’ultimo saluto a Matteo Piazza, morto a 27 anni. Lutto nel Cusio per un giovanissimo portiere d’albergo.

Omegna in silenzio per l’ultimo saluto a Matteo Piazza, morto a 27 anni

Un clima raccolto e carico di commozione ha accompagnato, nel pomeriggio di giovedì, il funerale di Matteo Piazza, il 27enne originario di Omegna scomparso nei giorni scorsi dopo aver combattuto contro una malattia. In tanti si sono stretti attorno alla famiglia nella chiesa del capoluogo cusiano, dove amici, conoscenti ed ex compagni di scuola hanno salutato per l’ultima volta un giovane molto amato nella comunità.

Cresciuto a Omegna, Matteo aveva costruito il suo futuro professionale nel mondo dell’ospitalità. Ex studente dell’istituto alberghiero “Maggia” di Stresa, era diventato portiere d’albergo, lavorando negli ultimi anni in una prestigiosa struttura di Sankt Moritz. Viveva a Mantova, mentre i genitori e la sorella risiedono ancora sul lago d’Orta.

Il ricordo di chi l’ha conosciuto

Durante la celebrazione, il parroco don Gianmario Lanfranchini ha ricordato la sua presenza in oratorio e l’impegno come animatore, sottolineando la forza d’animo e la fiducia che Matteo riponeva nella vita e nella fede.

Parole di affetto e incredulità sono arrivate anche dal mondo della scuola. Riccardo Fava Camillo, presidente di Hospes – l’associazione degli ex allievi del Maggia – ha espresso tutto lo sconcerto per una perdita così prematura. «Sei stato un ottimo studente, uno di quelli che non dimentichi. Per l’impegno, per la serietà, per quella tua capacità di affrontare ogni passo con umiltà e determinazione – ha scritto nel blog dell’associazione -. Ti ho visto crescere, impegnarti, migliorare, non tirarti mai indietro. Tutto ciò che hai raggiunto te lo sei meritato con l’impegno, con il carattere, con la tua volontà di fare sempre bene. Nulla ti è stato regalato. Ed è per questo che la tua perdita fa così male: perché se ne va un ragazzo che aveva portato nella professione, e tra le persone, valori rari — serietà, educazione, rispetto, cuore».

Il riconoscimento delle “chiavi d’oro”

Nel suo percorso professionale aveva ottenuto anche un riconoscimento molto prestigioso: le “chiavi d’oro”, simbolo dell’eccellenza assoluta nel ruolo di concierge, un traguardo che solitamente si raggiunge dopo una lunga carriera. Lui c’era arrivato a soli 27 anni, confermando talento e dedizione fuori dal comune.

La comunità del Maggia e l’associazione Hospes si stringono attorno ai genitori Mario e Maria e alla sorella Cristina, condividendo il dolore per la scomparsa di un giovane che aveva ancora tanto da dare e che in molti ricordano con affetto sincero.

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