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La Pedemontana attira investimenti: alcune grandi aziende guardano al territorio

Da Masserano a Gattinara cresce l’interesse per nuovi insediamenti produttivi. Una decina di gruppi valuta anche il recupero di capannoni dismessi.

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A Masserano e lungo l’asse verso Roasio e Gattinara cresce l’interesse delle imprese per nuovi insediamenti, anche grazie alla Pedemontana, i cui lavori sono iniziati lo scorso 6 luglio. Diversi grandi gruppi industriali hanno avviato contatti per conoscere disponibilità e caratteristiche delle aree produttive collocate tra le province di Biella e Vercelli.

Il fenomeno, secondo il sindaco di Masserano Andrea Mazzone, non nasce però soltanto nelle ultime settimane. Le prime richieste di informazioni erano arrivate già nei mesi precedenti. L’avvio del cantiere della nuova infrastruttura rappresenta ora un ulteriore elemento capace di rafforzare l’attrattività di un territorio collocato in una posizione strategica.

Un crocevia tra Milano e Torino

A favorire l’interesse è soprattutto la rete di collegamenti. La fascia compresa tra Masserano, Roasio e Gattinara può diventare un punto di raccordo tra l’area milanese, Torino, i laghi dell’alto Piemonte e la Valle d’Aosta. Un vantaggio particolarmente rilevante per le aziende che operano nei settori della manifattura e della logistica.

La Pedemontana può quindi modificare le prospettive economiche dell’intera zona, riducendo tempi e costi degli spostamenti. Non si tratta soltanto delle possibili ricadute sui singoli comuni attraversati o vicini all’infrastruttura, ma della possibilità di creare un nuovo polo produttivo competitivo nel Piemonte orientale.

Una decina di gruppi interessati ai capannoni

Un’altra opportunità riguarda il recupero degli immobili industriali inutilizzati. Tra Masserano, Roasio e Gattinara sono presenti numerosi capannoni appartenuti ad attività ormai cessate, strutture che potrebbero essere acquistate e riqualificate evitando la costruzione di nuovi edifici e quindi ulteriore consumo di suolo.

Sarebbero almeno una decina i grandi gruppi che finora hanno manifestato interesse per le strutture disponibili. Il possibile arrivo di nuove attività aprirebbe così una doppia prospettiva: rilanciare l’economia e l’occupazione locale e, contemporaneamente, restituire una funzione produttiva ad aree oggi abbandonate.

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