Seguici su

CronacaFuori zona

Uccisa e gettata in un canale per un approccio rifiutato. Confessa l’amico 19enne

Episodio sconvolgente in Piemonte, un altro giovane (che non c’entrava nulla) ha rischiato il linciaggio.

Pubblicato

il

Uccisa e gettata in un canale per un approccio rifiutato. Confessa l’amico 19enne. Episodio sconvolgente in Piemonte, un altro giovane (che non c’entrava nulla) ha rischiato il linciaggio.

Uccisa e gettata in un canale per un approccio rifiutato. Confessa l’amico 19enne

Una ragazza uccisa e gettata in un canale, probabilmente per un approccio respinto. È stata una confessione a dare la svolta decisiva alle indagini sull’omicidio di Zoe Trinchero, la ragazza di 17 anni trovata senza vita nella notte tra il 6 e il 7 febbraio nel rio Nizza, a Nizza Monferrato, in provincia di Asti. A confessare è stato Alex Manna, 19 anni (prossimo ai 20), fermato dai carabinieri e interrogato.

A ricostruire la vicenda è La Nuova Provincia. Il corpo di Zoe Trinchero è stato individuato intorno alla mezzanotte da un residente della zona, in un corso d’acqua vicino a un distributore lungo la strada che collega Nizza Monferrato verso Incisa.

Il ritrovamento del corpo

L’uomo, insospettito, è sceso a controllare e ha incontrato un gruppo di amici della ragazza che la stavano cercando dopo il suo allontanamento dall’abitazione di uno di loro, dove avevano cenato e trascorso la serata. Sono stati gli amici a recuperare il corpo dall’acqua e ad adagiarlo sulla riva. I soccorsi del 118 intervenuti poco dopo non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Sul posto anche carabinieri e vigili del fuoco.

I primi accertamenti hanno evidenziato segni di violenza: trauma cranico, ecchimosi, percosse e segni compatibili con strangolamento. Secondo le prime valutazioni medico-legali, la morte non sarebbe avvenuta per annegamento.

L’apertura dell’indagine per omicidio

Fin dalle prime ore la procura di Alessandria ha aperto un fascicolo per omicidio. I carabinieri della Compagnia di Canelli e del Reparto operativo di Asti hanno avviato una serie di interrogatori tra amici e conoscenti presenti alla serata.

Alcune dichiarazioni sono risultate contraddittorie. Gli investigatori hanno quindi approfondito i riscontri oggettivi su tempi, spostamenti e racconti forniti dai presenti, concentrando progressivamente i sospetti su un giovane del gruppo.

La confessione e il rischio linciaggio

Nel pomeriggio, messo di fronte agli elementi raccolti, Alex Manna, 19 anni ha confessato le proprie responsabilità davanti al pm e al suo avvocato. Il giovane è stato quindi trasferito nel carcere di Alessandria.

Secondo quanto comunicato dagli inquirenti, nelle prime ore successive ai fatti avrebbe tentato di depistare le indagini, sostenendo di essere stato aggredito insieme a Zoe da un altro ragazzo residente in città con problemi psichiatrici. Questa versione ha contribuito a diffondere una voce infondata che ha generato forti tensioni sociali.

Un gruppo numeroso di persone si è radunato sotto la sua abitazione con atteggiamenti minacciosi. I carabinieri sono intervenuti per metterlo in sicurezza. Non risultano provvedimenti giudiziari a suo carico né collegamenti con l’omicidio.

La possibile dinamica: un approccio respinto e l’aggressione

Secondo le prime ricostruzioni investigative, ancora in fase di verifica, tra Zoe e il 19enne non vi sarebbe stata una relazione sentimentale. Il giovane, pur risultando legato a un’altra persona, avrebbe tentato un approccio che sarebbe stato respinto.

Da qui sarebbe nata una reazione violenta: la ragazza sarebbe stata colpita al volto con pugni, avrebbe tentato di difendersi — elemento compatibile con le lesioni riscontrate — e sarebbe poi stata strangolata. Si tratta di una ricostruzione investigativa preliminare che dovrà trovare piena conferma negli atti giudiziari e medico-legali.

La serata prima del delitto

Zoe Trinchero, che viveva a Nizza Monferrato e lavorava da alcuni mesi al bar della stazione, aveva trascorso la serata tra locali e abitazioni di amici in città. Secondo alcune testimonianze, l’ultimo avvistamento risalirebbe a poco dopo le 22, nei pressi di una birreria.

A un certo punto si sarebbe allontanata insieme ad Alex Manna dicendo agli altri che dovevano parlare. Da quel momento gli amici non l’hanno più vista fino al ritrovamento nel rio. Una sua amica ha riferito di aver ricevuto una chiamata da Zoe intorno alle 23.30, senza però riuscire a rispondere.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *