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Il bosco scompare per lasciare spazio alla Pedemontana: le foto che fanno discutere
Gli scatti di Michele D’Ottavio documentano i lavori per la Masserano-Ghemme e riaprono il confronto tra grandi opere e tutela del patrimonio naturale.
Ampie superfici disboscate e un corridoio aperto nella vegetazione segnano in questi giorni il percorso della Pedemontana Piemontese tra Masserano e Ghemme. A documentare la trasformazione sono le fotografie realizzate da Michele D’Ottavio e diffuse sui social con centinaia di condivisioni, immagini che mostrano con immediatezza l’impatto dei cantieri sul territorio. Ovviamente le immagini sono state commentatissime, con pareri di segno totalmente opposto: chi ritiene che l’opera sia uno sfregio alla natura, chi invece pensa che alla fine farà risparmiare tempo e chilometri a tantissimi utenti.
I lavori degli stralci 1 e 2 sono iniziati il 6 luglio e il taglio degli alberi necessario per preparare il tracciato rende ora chiaramente riconoscibile il percorso della futura arteria. Un cambiamento particolarmente evidente nella Baraggia, ambiente caratterizzato dalla presenza di boschi, prati e aree naturali.
Una strada strategica attesa da decenni
La Pedemontana Piemontese collegherà Masserano con l’autostrada A26 a Ghemme attraverso un tracciato di circa 15 chilometri. Attraverserà i territori di Masserano, Brusnengo, Roasio, Lozzolo, Gattinara, Romagnano Sesia e Ghemme, con quattro principali svincoli.
L’investimento previsto è di circa 384,5 milioni di euro. L’obiettivo dell’infrastruttura è migliorare il collegamento della bassa Valsesia e del Biellese con la rete autostradale, ridurre il traffico sulla viabilità esistente e favorire gli spostamenti delle numerose attività produttive del territorio.
Il prezzo ambientale dello sviluppo
Le fotografie del disboscamento riportano però in primo piano il costo ambientale dell’opera. La realizzazione della strada modifica inevitabilmente aree naturali e superfici boschive, alimentando il confronto sul consumo di suolo.
Il tema va oltre la contrapposizione tra favorevoli e contrari alla Pedemontana: riguarda la ricerca di un equilibrio tra infrastrutture considerate necessarie allo sviluppo economico e protezione degli ecosistemi. Le immagini della Baraggia mostrano concretamente quanto questo equilibrio sia difficile da raggiungere. Lo riporta La Provincia di Biella.
Foto di Michele d’Ottavio pubblicate sul suo profilo Facebook
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