Seguici su

AttualitàGattinara e dintorni

Crisi Ilva, una sentenza che fa tremare anche Gattinara

La possibile chiusura dell’area a caldo mette a rischio l’intera filiera siderurgica, Sanac compresa. Cresce la preoccupazione.

Pubblicato

il

La crisi dell’ex Ilva di Taranto rischia di travolgere anche il Piemonte e quindi lo stabilimento Sanac di Gattinara. La sentenza della Corte d’Appello di Milano che impone entro 90 giorni la bonifica dell’area a caldo dagli inquinanti, apre infatti uno scenario estremamente preoccupante per tutta la filiera siderurgica nazionale, con ricadute dirette anche sul sito produttivo vercellese.

Una sentenza che può fermare la produzione di acciaio

Il provvedimento dei giudici milanesi stabilisce che l’area a caldo dell’acciaieria di Taranto dovrà essere messa in sicurezza eliminando la presenza di amianto e riducendo le emissioni di polveri sottili entro tre mesi. Un termine che molti osservatori considerano di fatto impossibile da rispettare, tanto che il rischio concreto è quello di un blocco dell’area a caldo, il cuore dell’intero ciclo produttivo dell’acciaio.

Uno scenario che avrebbe conseguenze ben oltre la Puglia. Taranto rappresenta infatti il principale polo siderurgico italiano e attorno alla sua attività ruota una vasta rete di aziende fornitrici distribuite su tutto il territorio nazionale.

Tra queste c’è anche la Sanac di Gattinara, specializzata nella produzione di materiali refrattari utilizzati negli altiforni e negli altri impianti siderurgici. Da anni l’ex Ilva rappresenta il principale cliente dell’azienda vercellese: un eventuale rallentamento o stop della produzione significherebbe inevitabilmente una drastica riduzione delle commesse, con effetti che potrebbero ripercuotersi sull’occupazione e sul futuro dello stabilimento.
LEGGI ANCHE: Sanac, tre offerte ma rischio “spezzatino”: in gioco anche i 60 lavoratori di Gattinara

Il nodo della vendita e l’interesse di Jindal

La sentenza rischia inoltre di complicare ulteriormente la procedura di vendita dell’ex Ilva. Il valore industriale dell’impianto cambia infatti radicalmente se l’area a caldo dovesse fermarsi, creando nuovi interrogativi sulle offerte presentate dagli investitori interessati.

Nonostante il quadro di estrema incertezza, il gruppo indiano Jindal ha confermato il proprio interesse ad acquisire il polo siderurgico, ribadendo la disponibilità a investire per rilanciare la produzione e accompagnare la transizione verso impianti meno impattanti dal punto di vista ambientale. Resta però da capire come la decisione della magistratura potrà incidere sui tempi e sulle condizioni dell’operazione.

Sciopero anche a Gattinara per difendere i posti di lavoro

La preoccupazione dei lavoratori è già sfociata nella mobilitazione. Dopo il confronto tenutosi martedì 28 luglio a Palazzo Chigi tra governo e organizzazioni sindacali, Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato otto ore di sciopero in tutti gli stabilimenti del gruppo Sanac, compreso quello di Gattinara. La data sarà fissata nei prossimi giorni e la protesta sarà accompagnata da assemblee con i dipendenti.

L’obiettivo dei sindacati è mantenere alta l’attenzione sul futuro dell’intera filiera siderurgica italiana e chiedere al governo garanzie concrete sia sul piano industriale sia sulla tutela dell’occupazione. Dal vertice romano è emersa la volontà di proseguire il confronto durante tutto il mese di agosto attraverso un tavolo tecnico dedicato.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

Tu cosa ne pensi?

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *