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Il “grazie” di Gattinara a Giorgio Aliata, l’enologo che creò il vino Docg
Insegnante e assessore, si era battuto per rilanciare la Festa dell’Uva. Aveva 84 anni.
Il “grazie” di Gattinara a Giorgio Aliata, l’enologo che creò il vino Docg. Insegnante e assessore, si era battuto per rilanciare la Festa dell’Uva. Aveva 84 anni.
Il “grazie” di Gattinara a Giorgio Aliata, l’enologo che creò il vino Docg
Si era battuto con passione per far tornare la Festa dell’uva in città e per ottenere la Docg, un riconoscimento che avrebbe reso giustizia alla sua terra e al vino Gattinara. Nelle scorse settimane la città ha dato l’ultimo saluto a Giorgio Aliata, deceduto a 84 anni. Enologo e grande appassionato di vini, fu anche assessore per due mandati.
Era stato anche insegnante di scienze applicate alle medie gattinaresi. Tantissimi sono coloro che lo hanno conosciuto e stimato: era una figura poliedrica, dal carattere discreto ma intenso, difficile da dimenticare. Nel 1982, come rappresentante del Partito liberale, entrò nell’amministrazione comunale con una coalizione di centrosinistra e vinse le elezioni: per due mandati consecutivi fu assessore all’Agricoltura, ruolo che ha sempre vissuto come un vero servizio alla comunità.
La passione per la viticoltura
La sua attenzione era rivolta soprattutto ai viticoltori, alla tutela dell’identità agricola di Gattinara e alla trasmissione della passione per la terra alle nuove generazioni. Per Giorgio il vino non era solo un prodotto: era la storia di uomini, famiglie e radici da rispettare, custodire e far crescere. Di professione fu enologo alla Cantina Nervi, dove seguì con competenza ogni fase della produzione.
«Alla scomparsa del titolare, non esitò a diventare uno dei soci che portarono avanti l’attività, guidandola con serietà – spiega il figlio Carlo -, dedizione e profondo amore per la tradizione. Il rispetto per la storia del Gattinara e per le persone che lavoravano accanto a lui erano per lui valori irrinunciabili».
Il ritorno della Festa dell’Uva
Un contributo importante lo diede per una delle manifestazioni più amate della città. Negli anni Ottanta, insieme alla Pro loco, fu uno dei protagonisti del ritorno della Festa dell’uva: nell’autunno del 1982, dopo circa trent’anni di sospensione, la manifestazione tornò a vivere, trasformandosi in un momento di gioia, incontro e orgoglio collettivo.
«Tra le sue idee più originali ci furono le passeggiate “Camminar mangiando” tra le vigne, per far conoscere il territorio e i prodotti locali a cittadini e visitatori – racconta il figlio –. Credeva profondamente nelle tradizioni come collante della comunità e come occasione per raccontare il vino attraverso le persone e i loro ricordi».
L’istituzione della Docg
Fu tra i principali artefici della lunga battaglia per l’istituzione della Docg Gattinara, traguardo raggiunto negli anni Novanta. Nel 1988 l’amministrazione comunale fondò la Bottega del vino di Gattinara, con sede in piazza Italia nell’ex palazzo comunale. Nel 1998, la Bottega divenne l’Enoteca Regionale di Gattinara (ora a villa Paolotti), punto di riferimento per la promozione del territorio.
In un’intervista Aliata ricordava con affetto Mario Soldati e Riccardo Bacchelli, grandi estimatori del vino locale, che contribuirono a farlo conoscere in tutta Italia.
Gli ultimi anni e la malattia
Negli ultimi anni ha affrontato con coraggio la malattia, senza mai perdere il legame con la sua terra, con i vigneti e con il mondo del vino che aveva accompagnato tutta la vita. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, ma il suo esempio rimane vivido: nei filari, nelle cantine, nelle feste, nell’impegno quotidiano di chi continua a credere nel lavoro agricolo e nella comunità.
Giorgio Aliata ha lasciato la moglie Marilia, i figli Paola e Carlo con Canzia, i nipoti Leonardo e Ludovica, i cugini, gli amici, l’affezionata Uliana e tutti i parenti.
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