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Lozzolo, la scuola dell’infanzia rischia di non riaprire: «Un colpo al futuro del paese»

Il sindaco Roberto Sella denuncia la mancata assegnazione del personale.

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A Lozzolo è allarme rosso per il futuro della scuola dell’infanzia. Nonostante la deroga concessa da Regione Piemonte e Provincia di Vercelli per mantenere aperto il plesso anche nell’anno scolastico 2026-2027, al momento non sarebbe stato assegnato il personale necessario al funzionamento della struttura. Senza insegnanti e operatori, a settembre la scuola rischia quindi di non riaprire. Una nuova mazzata che arriva a pochi mesi dalla chiusura delle primarie.

A denunciare la situazione è stato il sindaco Roberto Sella attraverso un messaggio pubblico diffuso sui social. Il primo cittadino parla di una comunicazione arrivata soltanto in modo informale, sottolineando come il futuro del plesso sia di fatto “congelato”. Una prospettiva che preoccupa famiglie e amministrazione comunale, soprattutto in un territorio dove la presenza della scuola viene considerata un presidio fondamentale per la vita della comunità.

“La scuola è un servizio imprescindibile”

Nel suo intervento, Roberto Sella ribadisce che scuola e servizi educativi non possono essere valutati esclusivamente sulla base dei numeri. Secondo il sindaco, bambini e ragazzi devono essere considerati un investimento per il futuro del territorio e non soltanto un dato statistico legato alle iscrizioni o ai costi di gestione. Qui il video.

Dal 2012, spiega ancora il primo cittadino, l’amministrazione comunale ha lavorato per costruire attorno alla scuola dell’infanzia di Lozzolo un’offerta formativa capace di essere attrattiva per le famiglie. L’obiettivo era trasformare il plesso in un’opportunità concreta per il paese, contrastando lo spopolamento e mantenendo vivi i servizi essenziali. Ora però il rischio è quello di vedere interrompersi un percorso costruito negli anni.

Un edificio simbolo della comunità

La scuola dell’infanzia di Lozzolo non rappresenta soltanto un servizio educativo. Lo stabile, costruito negli anni Trenta, ha accompagnato la crescita di intere generazioni di lozzolesi e continua a essere percepito come uno dei simboli del paese e della sua identità.

Per questo motivo l’eventuale mancata riapertura avrebbe anche un forte valore simbolico. “ViviAmo Lozzolo e ci prodighiamo affinché la scuola rimanga viva ed il cuore della comunità”, ha scritto Roberto Sella nel suo appello. Nei prossimi mesi si capirà se sarà possibile trovare una soluzione che consenta di riaprire regolarmente le porte della struttura a settembre oppure se il plesso resterà davvero fermo almeno per un anno scolastico.

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