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Sequestrarono in casa e rapinarono un 43enne di Gattinara: condannati

Sette anni di carcere per i due fratelli novaresi che adescarono la vittima su una chat per incontri.

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Sette anni di carcere am testa per due fratelli novaresi accusati di rapina, sequestro di persona e aggressione ai danni di un 43enne di Gattinara. La sentenza è arrivata l’altro giorno in tribunale a Vercelli, al termine del processo celebrato con rito abbreviato. I fatti risalgono alla notte tra il 23 e il 24 novembre, quando la vittima era stata immobilizzata, picchiata e derubata nella propria abitazione.

Cristian M., 19 anni di Castelletto Ticino, è stato condannato a 7 anni, 8 mesi e 10 giorni di reclusione. Per il fratello Gabriel M., 18 anni, il giudice ha disposto una pena di 7 anni e 8 mesi. La procura di Vercelli aveva chiesto dieci anni per entrambi gli imputati.

L’incontro nato sui social

La vicenda aveva avuto origine attraverso una piattaforma social. Uno dei due giovani era riuscito a instaurare un rapporto con il 43enne di Gattinara fino a fissare un incontro nella casa della vittima. Una volta entrato nell’abitazione, però, l’incontro si sarebbe trasformato rapidamente in un’aggressione organizzata.

Secondo la ricostruzione emersa in aula, il complice era entrato furtivamente poco dopo. Il 43enne era stato immobilizzato con nastro adesivo, legato a una sedia e colpito più volte al volto. Le percosse gli avevano provocato traumi al naso e allo zigomo, mentre i due aggressori lo avrebbero minacciato con un coltello per ottenere il bancomat e il relativo codice.
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I prelievi e la refurtiva

Dopo aver ottenuto la carta e il pin, i due imputati avrebbero effettuato prelievi di denaro e tentato transazioni fraudolente. Prima di lasciare l’abitazione si erano impossessati anche del cellulare della vittima e di alcuni monili in oro appartenenti alla madre dell’uomo.

L’indagine aveva avuto una svolta pochi giorni dopo. Nella notte tra il 26 e il 27 novembre, una pattuglia della sezione radiomobile della compagnia carabinieri di Novara era intervenuta in un B&B della provincia per rumori molesti. Durante il controllo i militari avevano trovato i due fratelli ancora in possesso della carta di pagamento e di parte della refurtiva.

La svolta dell’indagine

I carabinieri avevano sequestrato circa 2mila euro, ritenuti provento dei prelievi effettuati con la Postepay della vittima, oltre ad alcuni telefoni cellulari acquistati con il denaro sottratto. Da lì erano partiti gli accertamenti che avevano portato al rinvio a giudizio dei due giovani.

Cristian e Gabriel M. hanno affrontato il procedimento con rito abbreviato, ottenendo così lo sconto di un terzo della pena. Le accuse contestate erano sequestro di persona, rapina e lesioni aggravate.

Risarcimento e altri imputati

La vittima si è costituita parte civile: il giudice ha disposto per lui un risarcimento di 12.600 euro. Nel procedimento sono comparsi anche altri imputati coinvolti a vario titolo nella vicenda. Malay E., cittadino albanese, è stato condannato a un anno e quattro mesi per ricettazione. Othman E., accusato di indebito utilizzo di carte di credito e ricettazione, ha invece scelto il rito ordinario e la sua posizione sarà affrontata separatamente.
Foto d’archivio

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